12 Soldiers

12-1Un buon film. Certamente non Dunkirk, certamente non Hacksaw Ridge e neanche lontanamente paragonabile – per citar qualcosa di più vissuto – a opere come Black Hawk Down o Lone Survivor, ma di fatti un buon film.
Non c’è nulla di eclatante, nulla di esageratamente sconvolgente nella narrazione manovrata da Nicolai Fuglsig – alla regia – e scritta dal premio Oscar Ted Tally (Il Silenzio degli Innocenti) e Peter Craig, noto per il suo ruolo di sceneggiatore in Hunger Games: il canto della rivolta. Potremmo dire “che strano”, ma in fondo “non tutte le ciambelle riescono col buco”, nemmeno se in squadra hai proprio il produttore di quel tanto osannato Black Hawk Down (Jerry Bruckheimer) che poco fa citavamo come uno degli esempi di war movie più riusciti.
12-212 Soldiers è la storia dei 12 soldati dell’unità Alpha 595 che, a seguito degli attentati dell’11 settembre, partirono come volontari alla volta dell’Afghanistan, con il compito di fronteggiare – quando la ferita inferta agli Stati Uniti era ancora fresca e sanguinante – una controffensiva che, per necessità, doveva passare attraverso la collaborazione con l’allora leader dell’Alleanza del Nord dell’Afghanistan, il generale Dostum. L’incarico fornito ai 12 dell’Alpha 595 era quello liberare, insieme a Dostum e alle sue truppe, le aree del nord prese dai talebani, per sostituire alla loro occupazione un nuovo controllo regionale gestito da Dostum, ma le differenze territoriali in cui lo scontro sarebbe avvenuto, lo scarsissimo tempo avuto dagli americani per organizzare un’offensiva che fosse repentina a seguito degli attacchi al World Trade Center, le taglie che i talebani avevano messo sulle teste dei 12 americani e l’imminente cambio climatico che a tre settimana dall’arrivo degli Alpha 595 in Afghanistan si sarebbe scatenato sui dodici uomini, impedendo il proseguimento della missione, si sommavano in un cumulo di fattori che agli occhi di qualsiasi comandante in capo, avrebbero reso la missione impossibili da affrontare senza perdite. Ciò nonostante, per il capitano Mitch Nelson (Chris Hemsworth) e i suoi uomini – tra i quali 12-5ritroviamo visi noti del panorama internazionale nei ruoli del Sottufficiale Hal Spencer (Michael Shannon) e del Sergente di prima classe Sam Diller (Michael Peña) – la difficoltà dell’incarico è seconda alla sua importanza.
L’alternanza nello sviluppo narrativo della rappresentazione della guerra e di intermittenti e sostanziose scene dedicate alle trattative e ai vincoli diplomatici a cui i 12 uomini, e specialmente il capitano Nelson, dovettero sottoporsi nel rapportarsi con Dostum, punto di riferimento peraltro enigmatico nel suo carattere criptico, lascia trasparire una volontà registica focalizzata non tanto sull’intento di voler riprodurre un Black Hawk Down, quanto, piuttosto, di voler informare, quasi a titolo documentario, ma con il pizzico di azione in più che è richiesto in un film di guerra, quelli che furono gli avvenimenti (rimasti segreti per molti anni) dei primi uomini a marcare il territorio afgano dopo l’attacco più devastante subito dagli USA nella loro storia.
12 Soldiers è certamente un film di abile fattura, che sa trattenere davanti allo schermo lo spettatore, ma che non lascia lo sgomento che American Sniper sapeva generare. Forse manca la spettacolarità che è caratteristica fondamentale del film di Eastwood, ma  12 soldiers resta comunque apprezzabile per la minima ostentazione con cui vengono raccontati i fatti.  Si potrebbe dire che siamo di fronte a un film americano, ma che non ricorda poi molto il classico modello dell’America imbattibile e invincibile a cui il cinema statunitense ci ha abituati. Quanto ai punti forti, invece, 12 soldiers vanta sicuramente una fotografia apprezzabile e riprese mai inutili, chiare, esplicative ai fini della comprensione narrativa, sintetiche, né troppo rapide né esageratamente lunghe e che, grazie alle scenografie di Christopher Glass,  accurate al punto da saperci totalmente trasportare sul posto, sanno rendere l’atmosfera filmica piacevole, anche nei momenti più lenti. Lentezza a tratti percepita per via del montaggio e dell’assenza dei ritmi serrati che invece incontravamo in ’72, incredibile ritratto degli scontri anglo-irlandesi nell’anno che dà titolo alla pellicola.

Nel complesso è un film che vale la pena vedere, anche a titolo informativo-documentativo, per conoscere quelli che sono stati i fatti immediatamente successivi all’11 settembre. Forse non sarà il titolo da riguardare con nostalgia quando si pensa a un film militare drammatico, ma è la verità e, in quanto tale, è sempre corretto celebrarla.

 Mattia Serrago

12 Soldiers

Regia: Nicolai Fuglsig. Sceneggiatura: Ted Tally, Peter Craig. Fotografia: Rasmus Videbæk. Scenografia: Christopher Glass. Montaggio: Lisa Lassek. Interpreti: Chris Hemsworth, Michael Shannon, Michael Peña, Elsa Pataki. Origine: Usa, 2018. Durata: 129′.

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