2017: facciamo le corna?

Qualche anno fa, per San Silvestro, avevo dato appuntamento ad alcuni amici a Filmstudio 90. Non ricordo quale film fosse in programmazione. Logo-Filmstudio-90-262x300Per lo spettacolo delle 21 rimasero vuote più della metà delle 91 poltroncine del nostro cineclub: una trentina di paganti, forse. Un paio d’ore dopo, a proiezione conclusa, decidemmo di arrivare all’anno nuovo videoproiettando cortometraggi comici, pescando un po’ a caso nella nostra videoteca. Amici a parte, rimasero in sala una decina di soci, che brindarono poi con noi il capodanno, mentre sullo schermo Harold Lloyd tentava di salvare la pelle camminando in equilibrio sulle travi metalliche di un grattacielo in costruzione nella New York degli anni 20.
Ho un bel ricordo di quell’ultima, improvvisata, sera dell’anno in una sala cinematografica senza cenone, coccolati dai film fino a tarda notte, anche dopo lo spumante della mezza, quasi un rituale apotropaico in un momento in cui il cinema sembrava condannato a soccombere sotto le influenze maligne della rete.
Invece il cinema non è morto. E noi, nonostante la forzata chiusura di gennaio scorso, che ha sospeso la programmazione fino a metà maggio, ci siamo e sosteniamo il cinema di qualità e i desideri dei nostri soci che quel cinema lo amano. Certo non è stato semplice ritrovare l’orientamento e riaffermare il profilo del nostro impegno culturale in provincia. La nostra storia di cineclub è stata oggetto di dibattiti anche fuori dai confini regionali, e ancora il prossimo 28 gennaio, a Roma, nell’ambito della assemblea nazionale del Centro Studi Cinematografici, Filmstudio sarà tra i protagonisti, con il racconto di una resistenza appassionata, che dal 1990, anno dopo anno, si rinnova nel lavoro dei tanti soci che condividono un’idea di cultura popolare che si fa alta sullo schermo di una piccola sala cinematografica.
Non abbiamo bisogno di fare gli scongiuri perché nulla vada storto nel 2017, Filmstudio 90 c’è, il cinema di qualità anche, i nostri soci sempre.
Buon 2017 a tutti.

A. Leone

 

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