Addio a Tobe Hooper

hooper-1Il Texas. Basta pronunciare questa parola e vengono subito in mente alcune cose. L’arsura, il calore, le sterpaglie. The Texas Chainsaw Massacre, Non aprite quella porta (1974). Un bestione armato di motosega e con la faccia rivestita di pelle umana accartocciata. Tobe Hooper, che veniva dal profondo sud proprio come George A. Romero veniva dal settentrione libertario, ha contribuito più di tutti a creare il mostro della famiglia conservatrice, Bibbia e fucile, che da allora in poi troveremo declinata in una molteplicità di variazioni che vanno dall’orrore al cinema di indagine sociale.

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Romero e Hooper sono stati i due volti della stessa medaglia, il Giano Bifronte dell’orrore, perché non soltanto hanno dato corpo alle depravazioni dell’occidente crasso e borghese, ma perché hanno prodotto, in modo diverso e complementare, un immaginario della paura capace di scandagliare le brutture dei propri luoghi di nascita. Romero ha inventato gli zombi, orde di mangiacarne famelici che strisciavano all’assalto del centro commerciale, il simbolo stesso dell’Occidente; Hooper ha prodotto la famiglia di cannibali, contadini rustici e isolazionisti che divorano tutto ciò che non capiscono, e che può rivelarsi fonte di pericolo. Romero ha creato mostri asessuati, abulici e sonnambulici; Hooper dei mostri sessualizzati, grondanti testosterone, perversioni e omosessualità latente. L’uno rappresenta la modernità, l’altro la tradizione. Uno il Nord, l’altro il Sud.

hooper-3È incredibile l’impronta lasciata da Non aprite quella porta. Se non fosse stato per questo film, Ridley Scott non avrebbe nemmeno diretto Alien. Lui sospettava degli horror, non gli interessavano, almeno fino a quando Walter Hill non gli organizzò una proiezione su misura e gli fece cambiare idea. Ed è molto probabile che Steven Spielberg non gli avrebbe offerto l’opportunità di dirigere Poltergeist (1982), né Stephen King di fargli sceneggiare la mini-serie tratta da Le notti di Salem (1979) o The Mangler (1995) con Robert England. In fin dei conti anche Non aprite quella porta è diventata una serie fluviale di ben otto capitoli (l’ultimo dei quali, diretto dalla coppia Maury-Bustillo, è atteso proprio per il 2017). Resta superata da Nightmare (nove capitoli, l’ultimo del 2010) e Halloween (undici capitoli, pure questo atteso per il 2017).

Marco Marchetti

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