Al via Di Terra e di Cielo

Passo dopo passo, con le sue forze e con la passione della prima volta, Di terra e di cielo arriva all’undicesima edizione, e la cosa merita brevi considerazioni. Anzitutto continuiamo a pensare che dedicare una rassegna all’ambiente, alla natura, alla scoperta del mondo e alla bellezza della vita, non sia solo un atto d’amore, ma anche un atto di coraggio, visto come le mode green siano ormai sdoganate su ogni fronte ma come, allo stesso tempo, le politiche a difesa dell’ambiente (quelle utili ad un’inversione di rotta) spesso non trovino spazi adeguati tra chi tiene le redini dell’economia planetaria. E poi implica una discesa in campo, a volte faticosa, magari testimoniando di voler contribuire alla crescita di nuove consapevolezze, che portino a rinunciare a qualche comodità, a processi industriali dannosi, agli eccessi della tecnologia, per fermarsi a ragionare sulle conseguenze a una-scomoda-verita-2dmedio o lungo termine di scelte antiecologiche, o dal fiato corto. Un impegno che ci porta a guardare i grandi problemi ambientali planetari ma anche le contraddizioni ed i pericoli crescenti nel nostro territorio, se è vero, come dicono le inchieste, che la pianura padana è la regione d’Europa più inquinata, e con forme di sfruttamento dei lavoratori agricoli, soprattutto immigrati, davvero vergognose.
Uscire dalla settorialità e saper intrecciare ambiti apparentemente separati è un altro obiettivo della manifestazione, che si propone coerentemente di fare ricerca e di cercare, nel suo piccolo, le interconnessioni nei fenomeni: non avrebbe senso parlare di tematiche ambientali senza porsi i risvolti sociali ed economici dello sfruttamento delle risorse della terra, non ha senso parlare di inquinamento slegandolo dai proclami entusiasti di crescita del Pil. E infatti mettere in discussione i luoghi comuni della modernità, spostare l’attenzione dai consumi e dagli sprechi di risorse al rispetto, dalla velocità alla qualità della vita, dai pericolosi entusiasmi di oggi ai problemi del domani, è invece uno degli propositi di questo progetto.
Fin dal 2004 Di terra e di cielo ha chiamato a raccolta enti ed associazioni sensibili alla tematica ambientale per mostrare che un altro futuro è possibile: un futuro che va costruito tutti insieme, ragionando sugli errori compiuti nella corsa allo sviluppo e mettendo in atto stili di vita consapevoli e capaci di guidare buone prassi a tutela dell’equilibrio naturale. Quest’anno la rassegna è firmata da tante associazioni: Filmstudio 90, Lipu, Legambiente, Arci, Acli, AAIG, ACP Balerna, Amici della Terra, Yacouba, Mare vivo, Mondi Possibili, CSV Insubria, Environmental, con il sostegno del Comune di Varese e il patrocinio dell’Università degli Studi dell’Insubria.

La manifestazione si apre giovedì 3 maggio, Cinema Teatro Nuovo con un aperitivo di benvenuto a cura di Mondi Possibili e la presentazione della mostra Vikhroli, con raccolta fondi per la ricostruzione della casa delle bambine della Good Samaritan Mission di Mumbai. A seguire, in anteprima nazionale assoluta, la proiezione di 77 giorni di Hantang Zhao, film cinese di innegabile originalità e capacità di affascinare per l’ambientazione grandiosa: racconta la vera storia di Yang Liusong, determinato a diventare il primo uomo ad attraversare da est a ovest la regione disabitata di Qiang Tang, nel Nord del Tibet, da solo su una bicicletta senza alcuna assistenza.
Il giorno successivo, venerdì 4 maggio, il progetto si sposta a Cantello, alla sala conferenze del restaurato Antico Cascinale Lombardo, per la presentazione di Una scomoda verità 2 di Bonni Cohen e Jon Shenk: undici anni dopo, Al Gore torna ad affrontare sullo schermo un argomento che in questi anni non ha mai smesso di approfondire, il surriscaldamento del globo terrestre, le sue cause, i suoi effetti e le alternative praticabili. Presentazione a cura di Noemi Ghinassi di Legambiente Varese. Ingresso a offerta libera.
Sabato 5 maggio, ore 21 a Inarzo, Sala Polivalente, arrivano due bellissimi documentari presentati e premiati al Festival di Sondrio: si tratta di Saint Kilda: Facing the Change di Simon Goodall e di Isar – L’ultimo fiume selvaggio di Jürgen Eichinger, che descrive un paesaggio fluviale unico, un vero gioiello naturale, purtroppo gravemente minacciato.
Domenica 6 maggio la rassegna si sposta nel Canton Ticino, a Balerna, presso la sala ACP, con Le energie invisibili di Luca Contieri: il racconto in prima persona di un viaggio a piedi fatto dal Duomo di Milano a Roma San Pietro seguendo la Via Francigena.

Quattro giorni che aprono e offrono un assaggio di ciò che sarà: cinque settimane intense tra documentari, film di finzione (come Ritorno in Borgogna) o ibridi affascinanti (il magnifico Alamar o The Harvest di Andrea Paco Mariani, docu-musical che, per la prima volta, unisce il linguaggio del documentario alle coreografie delle danze punjabi, raccontando l’umiliazione dei lavoratori sfruttati dai datori di lavoro e dai caporali): film spesso preceduti da incontri, approfondimenti, discussioni.

Giulio Rossini

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