Alle Giornate del Premio Adelio Ferrero c’è un po’ di Cinequanon

Ritorna ad Alessandria il Premio Adelio Ferrero dopo quattro anni, articolando tre giorni di cinema per riflettere sulle connessioni tra opera cinematografica, pubblico e lettura critica, per rimarcare ancora una volta, nell’epoca della transmedialità, l’importanza del saper guardare i film, ovvero cosa, come e anche dove guardare.

adelio_ferreroNumerosi gli incontri, tra cui spicca la serata di giovedì 1 ottobre dedicata a Salò, a quarant’anni dal film-testamento di Pier Paolo Pasolini; il lungo incontro del venerdì, denso di parole e immagini, con Roberto Perpignani, maestro del montaggio; nonché l’altrettanto densa giornata di sabato. Un pomeriggio in cui Steve Della Casa ha presentato il libro I 100 colpi di Hollywood Party, raccontando genesi e aneddoti della storica trasmissione di Radio 3 Rai, nata nel 1994; cinque critici cinematografici, Mauro Gervasini, Alessandro Leone, Paolo Micalizzi, Adriano Piccardi e Saverio Zumbo, sono tornati sulla presenza a Cannes delle ultime opere di Garrone, Moretti e Sorrentino; un gustoso omaggio di Oreste De Fornari a Claudio G. Fava; un altro tributo, questa volta a Liliana Cavani. Regge le redini del dibattito Francesca Brignoli, che presenta e commenta, con l’aiuto di uno dei giovani concorrenti del Premio Adelio Ferrero, Clarisse, il controverso cortometraggio della Cavani dedicato alla vita delle monache di Santa Chiara del monastero di Urbino, presentato nel 2012 dalla regista in occasione di un convegno della CEI: uno sguardo al femminile della Chiesa, la parola ad alcune donne che tentano di spiegare il senso di una scelta non sempre compresa e accettata e i problemi che ad essa si legano.

settimo_continenteIn apertura della seconda parte della serata, la premiazione dei vincitori del Premio Adelio Ferrero 2015, che quest’anno, nella sezione recensioni ha visto primeggiare la nostra collaboratrice (detto con un pizzico di orgoglio) Monica Cristini, con l’elaborato (che pubblichiamoDer Siebente Kontinent: fin dove arriva l’occhio?, che ritorna sulla prima opera di Haneke Il settimo continente.
Seconda classificata Benedetta Palladivino con la recensione di Sils Maria. Mentre per la sezione saggi, il primo premio è stato assegnato a Riccardo Bellini per Esca, desiderio e schermo nero. Maschere d’autore nell’ultimo film di Lars Von Trier, il secondo a Marella Fasano per il saggio Il Vij gogoliano al cinema: quando lo sguardo uccide.
Non poca l’emozione durante la premiazione, alla presenza dell’assessore alla cultura e del sindaco, di quattro personalità di rilievo che tanto hanno dato all’arte cinematografica: Roberto Faenza, Roberto Perpignani, Lorenzo Pellizzari e Liliana Cavani. Intensa e particolarmente commovente la lettura del messaggio inviato alla giuria da Pellizzari, che non ha potuto ritirare personalmente il premio: un inno al cinema, all’importanza di fare cinema, all’importanza di un Premio che, alla sua 32^ edizione, si riconferma occasione di incontro, di scambio, di crescita.

Dopo interessante incontro proprio con Roberto Faenza, orchestrato in un’alternanza di sequenze particolarmente significative tratte da suoi filmthe-blacksmith (quali Marianna Ucrìa o Prendimi l’anima), ha chiuso serata la proiezione di The blacksmith di Buster Keaton, accompagnata dalla musica del Frame Freeze Quartet, e gli interventi di Francesco Ballo e Paolo Darra. Una serata intensa insomma, che conclude degnamente tre giorni ricchi e che aprono alla speranza in una silenziosa resistenza di quelle cose belle che ogni tanto sembrano non esserci più.

@redazione

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