Berlinale 2017: cosa ci aspetta?

Un’edizione che sulla carta si annuncia non entusiasmante e con pochi titoli e nomi di sicuro richiamo, la 67° del Festival di Berlino in programma da oggi al 19 febbraio. Presidente della giuria è il regista olandese Paul Verhoeven, tornato beniamino di cinefili e festival con Elle con Isabelle Huppert. Con lui anche Maggie Gyllenhaal, Wang Quan’an, Julia Jentsch e Diego Luna.

berlinoL’Italia, due Orsi d’oro nelle ultime cinque edizioni con Cesare deve morire e Fuocammare, è poco presente nel programma: la costumista Milena Canonero riceverà l’Orso d’oro alla carriera, con un omaggio di dieci film realizzati con Stanley Kubrick, Francis Ford Coppola e altri grandi, e Call Me by Your Name di Luca Guadagnino con Arnie Hammer e Michael Stuhlbarg, presentato nella sezione Panorama. Tra le 10 Shooting Star, gli attori europei in rampa di lancio, c’è poi Alessandro Borghi, esploso con Non essere cattivo.
Nel concorso spicca The Other Side Of Hope del finlandese Aki Kaurismaki, al ritorno dopo il bellissimo Miracolo a Le Havre. In totale sono 18 i titoli in lizza per l’Orso d’oro, con quasi tutti i continenti rappresentati e la consueta attenzione ai temi sociali. Da tenere nella dovuta considerazione Ana, mon amour del romeno Călin Peter Netzer, che potrebbe fare il bis dell’Orso d’oro vinto nel 2013 con Il caso Kerenes – Pozitia Copilului, il coreano Bamui haebyun-eoseo honja – On the Beach at Night Alone di Hong Sangsoo, Una mujer fantástica – A Fantastic Woman del cileno Sebastián Lelio (premiato per Gloria) e The Dinner di Oren Moverman con Richard Gere (già diretto dal regista israeliano in Gli invisibili), Laura Linney e Rebecca Hall.
Apre l’opera prima francese Django di Etienne Comar con Reda Katel e Cécile de France sul grande chitarrista Django Reinhardt nella Parigi occupata dai tedeschi nel 1943. Il resto della selezione abbraccia autori di lungo corso ed emergenti: Félicité del senegalese Alain Gomis, l’animazione cinese Hao ji le – Have a Nice Day di Liu Jian, Helle Nächte – Bright Nights del tedesco Thomas Arslan, Colo della portoghese Teresa Villaverda, il brasiliano Joaquim di Marcelo Gomes, Mr. Long del giapponese Sabu, The Party di Sally Potter, Pokot – Spoor della polacca Agnieszka Holland, Return to Montauk del grande tedesco Volker Schlöndorff (Il tamburo di latta), Teströl és lélekröl – On Body and Soul dell’ungherese Ildikó Enyedi e l’opera prima austriaca Wilde Maus – Wild Mouse di Josef Hader, infine l’unico documentario in gara, Beuys del tedesco Andres Veiel. Fuori gara attesi Logan di James Mangold, El bar – The Bar di Álex de la Iglesia, Final Portrait di Stanley Tucci con Geoffrey Rush (che ritirerà il premio Berlinale Kamera) nel ruolo dello scultore Alberto Giacometti, Sage femme – Midwife di Martin Provost e T2 Trainspotting di Danny Boyle. La Berlinale Camera sarà consegnata anche alla produttrice cinese Nansun Shi e al critico egiziano Samir Farid.

Nella sezione Berlinale Special saranno presentati i cinque episodi della serie tv Acht Stunden sind kein Tag – Eight Hours Don’t Make A Day di Rainer Werner Fassbinder del 1972. Ancora Es war einmal in Deutschland… – Bye Bye Germany di Sam Garbarski, Le jeune Karl Marx – The Young Karl Marx dell’haitiano Raoul Peck (che in Panorama presenta pure I am not your Negro, candidato all’Oscar come miglior documentario), The Lost City of Z by James Gray con Robert Pattinson e Sienna Miller, Close Up di Abbas Kiarostami in omaggio al regista iraniano recentemente scomparso, il documentario The Trial: The State of Russia vs Oleg Sentsov di Askold Kurov e il cubano Últimos días en La Habana – Last Days in Havana di Fernando Pérez. Un tributo sarà dedicato all’attore John Hurt scomparso da poche settimane, per ben 12 volte presente alla Berlinale, con la ripoposizione di An Englishman in New York di Richard Laxton che nel 2009 gli portò il Teddy Award.
Nella sezione Forum, quella più aperta alle scoperte, si segnalano i cinque lavori del documentarista tedesco Heinz Emigholz, celebre per i suoi film sull’architettura. Ancora da tener d’occhio il documentario Somniloquies di Verena Paravel e Lucien Castaing-Taylor (gli autori del potente “Leviathan”), Golden Exits di Alex Ross Perry, Jassad gharib – Foreign Body di Raja Amari, El mar la mar di J.P. Sniadecki e Joshua Bonnetta.

da Berlino, Nicola Falcinella

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