Cronache da Lcarno67: i Pardi di domani

Abbiamo iniziato la giornata con 5 cortometraggi appartenenti al concorso internazionale Pardi di Domani. Notevoli almeno quattro e due meritevoli di lode: Thirst e Shipwreck. Il primo racconta la storia di un uomo alla deriva che ritrova se stesso e un senso nella sua vita frequentando un bar dove thirstviene chiamato per qualche giorno a lavorare: un locale per persone a lui simili, dove ciascuno dona senso all’esistenza dell’altro. Molto brava una irriconoscibile Melany Griffith. Shipwreck ė un cortometraggio completo sotto qualunque punto di vista. Racconta con stile lucido, originale e ricco di sfumature la tragedia degli sbarchi e delle morti di migranti al largo di Lampedusa. Un film proveniente dai Paesi Bassi che dovrebbe essere utilizzato nelle scuole per rappresentare la tragedia di uomini e donne che alcuni considerano solo un peso, mentre invece sono semplicemente umanità alla ricerca di una vita migliore. An Hun Qu, cinese, racconta invece un uomo che,  a causa di sfortunate vicende, deve procurarsi molto denaro per salvare sua figlia. Lo fa in un modo terribile, togliendo valore al concetto di essere umano. Il cinema cinese continua a percorrere la strada della disumanizzazione dell’individuo. Ci sarà un motivo.
Infine l’ucraino Lystopad, in cui si colgono in sottotraccia riferimenti al conflitto che ora insanguina il paese. Una vicenda che, pur senza espliciti riferimenti all’attualità, si fa metafora raccontando una donna qualunque, un po’ abbandonata a se stessa, bisognosa di attenzioni, che trova una speranza in una persona dalla quale tutto poteva attendersi tranne un futuro.

da Locarno, Alessandro Barbero

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