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Hitchcock VS Psycho

Fino all’anno scorso sarebbe sembrato impossibile portare sullo schermo una personalità ben impressa nella memoria collettiva, poi però è arrivato il film Marilyn a cambiare tutte le nostre certezze ed i vari tabù appartenenti al genere del biopic. Ma se l’immagine di Marilyn era scolpita nella memoria con tutte le sue ombre, rendendo così il film di Simon Curtis un po’ superfluo, quello proposto da Sacha Gervasi cerca di svelare l’uomo dietro la silhouette d’ombra e di accompagnarci nella scoperta del sodalizio artistico ed amoroso tra Sir Alfred Hitchcock e la moglie Alma Reville.

New-Hitchcock-Poster-DetailLa storia non racconta solo delle semplici e notissime difficoltà produttive che il maestro della suspense incontrò nello svolgimento di Psycho, ma ricostruisce il desiderio di un uomo di raccontare le ombre dell’animo umano, la sua ricerca della donna/diva ideale e  cosa significasse per la moglie Alma convivere con una persona che esprimeva questi suoi bisogni attraverso l’opera d’arte cinematografica, arte della quale anche lei aveva un’assoluta padronanza. Ben noto è infatti che Alma fosse compagna del grande regista tanto nella vita, quanto sul set (lei collaborava a quasi tutte le sceneggiature di Hitch), fedele collaboratrice di un genio che Hollywood etichettava come l’uomo che dopo la scomparsa dal set di Grace Kelly era ossessionato dal tentativo di chercher la femme.

La necessità di prodursi autonomamente Psycho, apre un conflitto tra l’obbligata scelta di tornare a vivere più modestamente e l’impossibilità di farlo, come dimostrano uno spuntino a base di fois gras ingurgitato da Hitchcock nel cuore della notte e l’acquisto di un costume d’alta moda da parte di Alma. Il film suggerisce così allo spettatore che i nostri protagonisti non possono essere una semplice coppia di anziani alle prese con insulsi battibecchi coniugali, morsi dalla ronzante nostalgia. No, Alma ed Hitch sono talentuosi dei della settima arte e alla fine la ricollocazione nell’olimpo del cinema dei due personaggi non può quindi che avvenire consumando caviale in cucina e ripensando alle migliorie da apportare al film. Insieme, ancora e per sempre.

Forte è anche il tema del tradimento, immaginato come forma di evasione da una realtà sfiancante alla quale gli artisti sono obbligati, e di conseguenza la trasformazione della figura di Alma, percepita non solo come collaboratrice indispensabile, ma sempre e comunque come moglie e completamento della persona Alfred Hitchcock. I due personaggi sono resi vivi e completi dalle magnifiche recitazioni di Anthony Hopkins ed Helen Mirren, sempre abili nell’esprimere gli sfaccettati sentimenti narrati e dotati di un’arguzia fisica davvero sorprendente. Da segnalare anche una bella performance di Scarlett Johansson nei panni dell’indimenticabile Janet Leigh.

Alfred-HitchcockQuesto film ha quindi il merito di far emergere il ritratto di un autore ingiustamente valutato dai suoi contemporanei come un semplice giallista, sommo curatore dell’estetica del mezzo cinematografico e ricercatore dello svago nella storia. Fu la Nouvelle Vague a ripensare per prima alla complessità di questo maestro in maniera lucida e ad apprezzarne le peculiarità per il quale lo conosciamo oggi. Vi invitiamo infine, a trovare nel film l’immagine autentica di Hitchcock, perché si sa, in ogni film di Hitchcock, o riguardante Hitchcock, un piccolo cammeo del maestro ci vuole sempre.

 

Giulia Colella

Hitchcock

Regia: Sacha Gervasi. Sceneggiatura: John J. McLaughlin. Fotografia: Jeff Cronenweth. Montaggio: Pamela Martin. Interpreti: Anthony Hopkins, Helen Mirren, Scarlett Johannson. Origine: Usa, 2012. Durata: 98′.

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