Il catalogo del cinema

Il primo passo per la valorizzazione del Fondo Sclavi consiste nella realizzazione di un OPAC analitico sul settore cinema (circa 700 volumi). Si ravvisa infatti la necessità di distinguere in modo più immediato i testi del Fondo, di “leggerne” i percorsi interni e di studiare un approfondimento dei contenuti.
Il progetto viene avviato nel 2005 grazie ad un contributo regionale e si avvale dell’esperienza di Barbara Gaudio, già curatrice della catalogazione del fondo, del coordinamento scientifico da parte della direzione della ex biblioteca Marina Adotti.
La struttura del catalogo è basata su categorie (archeologia del cinema, ddgeneri, registi, attori, storia del cinema, cinematografia, cinema d’animazione, cinema ed altre arti) a cui si affianca una sezione speciale dedicata al rapporto tra cinema e fumetto, considerata la genesi del fumetto Dylan Dog e le frequenti citazioni cinematografiche presenti nello stesso.

Struttura del catalogo

La navigazione all’interno del catalogo è concepita per agevolare la navigazione di qualsiasi tipo di utente: la mappa è organizzata secondo strutture gerarchiche. L’interfaccia utente si presenta in una forma friendly, con la possibilità di fare una ricerca specifica attraverso una stringa (per autore, titolo o soggetto) o di visionare il materiale contenuto nelle singole sezioni. L’innovazione fornita dal catalogo è proprio la presentazione dei testi all’interno di categorie specifiche, che consentono una visione globale del Fondo al di là di una ricerca mirata su un singolo autore o soggetto. Attraverso la struttura a grappolo delle categorie e sottocategorie è possibile navigare liberamente all’interno del Fondo, scoprirne la ricchezza potenziale e la presenza di testi rari e preziosi.
Nella categoria Generi cinematografici sono inseriti in qualità di sottocategorie i film dell’orrore, di fantascienza, i film western, i polizieschi e il cinema di serie B. Ma all’interno del cinema di fantascienza è possibile scegliere l’opzione Star Wars e scorrere i testi relativi a questo film (dalla sceneggiatura alle maschere degli attori, dagli effetti speciali alla regia di Lucas). Così come nella sezione Archeologia del cinema è prevista la sottocategoria Cinematografo muto e le opzioni Georges Meliès e Buster Keaton.

All’interno della sezione Cinema e altre arti si possono visionare i testi  relativi al rapporto del cinema con la letteratura, la musica, la pittura e i volumi sui manifesti cinematografici.
La creazione delle categorie è stata integrata dalla possibilità di ricerca attraverso parole chiave, a completamento della ricerca per semplice soggetto, in modo da creare una rete di relazioni (per es. la parola chiave riferita ad un saggio su Star Wars sarà “cinema di fantascienza”; un testo sulla filmografia di Dario Argento avrà tra le parole chiave il termine “film dell’orrore” ). Si tratta quindi di fornire all’utente grazie al catalogo anche possibili percorsi di ricerca, come vengono oggi formulati dai principali motori presenti sul Web con cui l’utente ha familiarità. Sono stati inseriti inoltre abstract per i testi che presentavano apparati bibliografici d’interesse, una complessa lettura contenutistica o la redazione in lingua straniera. E’ stata utilizzata per la classificazione la CDD integrale, scelta anche per la collocazione delle opere in biblioteca.

La passione per il cinema

La creazione del catalogo così scandita ha consentito di ottenere una visione completa del materiale presente nel fondo e di individuare alcune linee di tendenza prevalenti: la completezza dei settori relativi al genere horror e fantascienza; la predilezione per alcuni registi come Kubrick, Fellini, Allen, Argento; l’attenzione al rapporto tra cinema e fumetto. I filoni individuati serviranno a determinare le linee di acquisizione per il futuro e il coordinamento degli acquisti con le altre biblioteche.
Le scelte linguistiche e di narrazione operate da Sclavi, le predilezioni cinematografiche trovano un riscontro nell’omaggio cartaceo ad alcuni registi.

incontri(…) Vi sono ben sei registi che sono stati onnipresenti nelle loro visioni notturne e diurne: Stanley Kubrick, Alfred Hitchcock, Luis Bunel, Steven Spielberg, Dario Argento, Woody Allen.
Kubrick è secondo Sclavi “il più grande regista che mai abbia camminato sulla terra”  ed è da Kubrick che ha appreso la scansione narrativa per immagini.
(…) Da  Alfred Hitchcock e Louis Bunuel viene invece ripresa la ricetta mortale della suspense. Steven Spielberg gli ha spiegato come sorprenderlo. In più di un’occasione Sclavi ha confessato di aver visionato almeno un centinaio di volte Incontri ravvicinati del terzo tipo ed E.T.. Sclavi ha cercato di reinterpretare a modo suo il profondo senso del meraviglioso portato in  scena dal regista americano.
(…) I protagonisti delle storie di fumetti di Tiziano Sclavi muoiono secondo schemi argentiani, sia per quanto riguarda le armi del delitto sia per quanto riguarda i tipi di morte.
(…) Sclavi ha inserito in maniera prepotente nei suoi fumetti l’umorismo ebraico di Allen, scegliendo di affiancare a Dylan Dog una spalla comica come Groucho che ricorda sì nella fattezze uno dei fratelli Marx, ma che più spesso sembra mostrare una psicologia vicina a quella di Woody Allen e dei personaggi da lui interpretati.
(Crovi, L.  “Dylan Dog va al cinema” in “Desideri in forma di nuvole, a cura di Michele Canosa e Enrico Fornaroli”, Pasian di Prato, Campanotto, 1996, p.211)

 

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