In poche parole: Tiziano Sclavi

DylanDog

Pianbosco – Venegono Superiore, casa Sclavi, febbraio 2007

Lei è un appassionato collezionista. Perché ha deciso di donare i suoi libri a una biblioteca pubblica?
Ad un certo punto della mia vita mi sono accorto che non era più il momento di accumulare, ma di donare. Il mio capitale erano i libri.

Quale motivazione l’ha spinta a donare il suo patrimonio librario proprio alla biblioteca di Venegono Superiore, una piccola biblioteca di paese?
Non certo a Milano, probabilmente non mi avrebbero neppure preso in considerazione, come è avvenuto nel caso di alcuni amici. Sapevo che la biblioteca di Venegono funzionava, anche se non l’avevo mai vista. Ho fatto una telefonata…ed eccoci qua.

Quali aspettative nutriva nei confronti della biblioteca di Venegono? 
Mi aspettavo di vedere un grosso camion arrivare e svuotare la libreria. In realtà nessuna in particolare, non sapevo esattamente come fosse organizzata una biblioteca. Mi sono stupito che si potessero prestare tanto facilmente i libri tra biblioteche e anche i miei riuscissero a circolare.

Sono state pienamente soddisfatte?
Mi sono sentito un po’ fiero di contribuire alla creazione di una sezione cinema, unica nella zona. Provo anche molto rimorso, tanto lavoro e molto denaro speso. Non sapevo che una donazione significasse tutto questo.

Secondo lei, attraverso quali strategie sarebbe meglio promuovere il fondo presso i giovani?
Non saprei, non conosco quello che leggono e vedono i giovani d’oggi. So che leggono ancora Dylan Dog. Potrebbe essere interessante fare un ciclo di film sull’orrore, film che hanno ispirato alcune storie di Dylan Dog. Forse qualche incontro con sceneggiatori ed editori di fumetti.

Qual è la relazione che si può delineare tra la sua biblioteca e il fumetto Dylan Dog? 
Da ogni libro che ho letto, ho ricavato una storia, idee per la trama e i personaggi.

Quali sono i criteri fondamentali con cui sceglie i libri per la sua biblioteca?
Una parte li scelgo per motivi di lavoro (i libri sulla magia e occultismo). Mi servono esclusivamente per scrivere una storia. Non leggo più le recensioni, vado un po’ a naso.
Tra gli scrittori, dipende un po’ dal periodo. Ora non sto leggendo niente. Un po’ di tempo fa avrei detto EastonEllis, Murakami, ma anche Grisham e Stephen King.
Riguardo ai miei libri sul cinema, fino a un certo punto acquistavo di tutto, poi ho iniziato a scegliere in base ai miei interessi: cinema di fantascienza, horror, registi preferiti.

Come si può descrivere il suo rapporto con il cinema?
Di grande amore, di “simbiosi” direi, anche se non vado più al cinema da tanti anni e vedo i film in videocassette e DVD. Kubrick è il regista più grande, in assoluto.

Una frase da collocare all’ingresso del Fondo Sclavi.
Come gli antichi romani? Hic suntleones?

a cura di Marina Adotti

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