Julieta

Almodóvar approda al cinema con Julieta, ex-concorrente per la Palme d’Or 2016. Ispirato a tre racconti di Alice Munro, Julieta è un melodramma iper-musicato: pochi i paradossi narrativi tipici di Almodóvar – forse fin troppo attesi – per esplorare una nuova e moderna dimensione femminile.
julieta-almodovar-1-1024x683Julieta (Emma Suàrez) è innamorata di Lorenzo (Dario Grandinetti). Stanno per rivoluzionare la loro vita, lasciando definitivamente Madrid per il Portogallo. Il nuovo progetto viene spazzato via da un fortuito incontro per strada con Beatriz (Michelle Jenner): Julieta, disorientata, riceve dopo tanto tempo notizie della figlia Antía. Lorenzo spia Julieta agli angoli della città, incapace di darsi una reale spiegazione sul comportamento della compagna, che abbandona il progetto all’estero per trasferirsi presso un antico palazzo madrileño. Mentre lui scivola silenziosamente via, Julieta impugna la penna e rompe un grande silenzio durato tredici anni. Scrive alla figlia, si confessa, racconta dell’amore della sua vita, Xoan (Daniel Grao), Daniel Grao y Adriana Ugarte en Julieta de Pedro Almodóvar. © El Deseopadre di Antía, conosciuto su un treno in una terrificante notte del passato. Racconta di sentimenti, della costruzione di una famiglia, frantumata da un tradimento. Poi la cronaca di una tragedia: la morte del suo compagno. Julieta si distrugge di rimorsi, convinta di aver provocato, quel giorno, l’irreparabile. Si chiude per anni in una depressione autistica, che fa sì che Antía cresca accudendo la madre come una figlia. Antía, diventata donna, cerca una nuova vita, completamente sua. Fa perdere tracce di sé, portando la madre ad una totale negazione della memoria. Julieta, attraverso l’espediente della scrittura, risana il suo spirito. Fino a che il destino decide che Antía si manifesti a Julieta: le chiede perdono, mostrandole il suo indirizzo sul retro di una lettera, riaprendo la storia a nuove, profonde, declinazioni.
In apertura del film, Julieta, prova a scegliere dei libri da inscatolare. Fra questi: L’Amore. In quel racconto Marguerite Duras esprime il destino di tre figure umane intrappolate su una spiaggia: uno spazio consolatorio, impregnato di memoria, che è la loro prigione.

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Madrid sta a Julieta come la spiaggia vicino a S. Thala sta ai personaggi della Duras. Lei scorge delle sfumature, nella città di Madrid, impercettibili agli occhi dei più. Ed è proprio salendo su quella macchina che rompe le barriere della sua memoria per raggiungere, attraverso una tortuosa strada di montagna, un nuovo e sconosciuto rapporto con la figlia.
Julieta è un quadro di cromie puntuali, dall’uso scenografico del colore rosso, firma inconfondibile del regista. Si evitano, almeno nel presente, contrasti sgargianti. Madrid è luminosa, asettica. Ci si tuffa in un passato non troppo saturo. La luce della casa sulla costa è morbida, pronta ad accogliere nuance blu tempesta, proprio nel momento di crisi di coppia. Nel frattempo Alberto Iglesias ci ricorda, con la musica, quelle atmosfere Hitchcockiane da mistero e investigazione, che fanno della protagonista una detective: così vicina, a sé stessa, tanto da vedere sfuocato il proprio punto di vista.

In uno stile di racconto “in sicurezza”, dove l’occhio non è obbligato ad uno stile aggressivo, si sottolinea un argomento ambizioso: tutto quello che le donne non dicono. Gli uomini sono così centrali e, contemporaneamente, di servizio alla storia: sono il collante di una complessa società matriarcale. Esistono tanti tipi di donne: la moglie, la madre, l’amante, la governante, la figlia… e fra di loro molto di più di amori, dispiaceri, affetti e gelosie: tutto ciò che non si vuole o non può essere espresso. Anche quando le donne vivono lontane, sono presenti con il loro eloquente tacere: rimorsi, provocazioni, taciti assensi e incomprensioni – forse risolvibili.

Giulia Peruzzotti

Julieta

Regia: Pedro Almodóvar. Sceneggiatura: Alice Munro, Pedro Almodóvar. Fotografia: Jean-Claude Larrieu. Montaggio: José Salcedo.  Musiche: Alberto Iglesias. Interpreti: Emma Suàrez, Adriana Ugarte, Rossy De Palma, Dario Grandinetti, Michelle Jenner, Priscilla Delgado; Nathalie Poza. Origine: Spagna, 2016. Durata: 99′.

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