Land of Mine – Sotto la sabbia

Land-of-Mine2Dopo aver sorpreso e conquistato il pubblico all’ultimo Festival del Cinema di Roma,  Land of Mine – Sotto la sabbia arriva nelle sale italiane distribuito da Notorious Pictures. In Danimarca il film ha fatto incetta di premi sconvolgendo il pubblico con una storia poco conosciuta.

Danimarca 1945, durante i giorni che seguirono la resa della Germania i soldati tedeschi furono deportati e messi a lavorare per coloro che pochi mesi prima erano stati loro LoMprigionieri. L’obiettivo era quello di rimuovere oltre 2 milioni di mine posizionate sulle coste danesi dalle truppe naziste.
Martin Zandvliet racconta una storia ai più sconosciuta e indicibile, piena di un concetto di giustizia totalmente distorto. In quegli anni l’incubo della guerra era ancora troppo vivo e l’umanità era ancora lontana da venire. Zandvliet segue una dozzina di questi giovani soldati costretti a disinnescare mina dopo mina rischiando la vita ad ogni piccolo movimento: tra loro emergono il leader Sebastian, il cinico e insofferente Helmut, i gemelli Ernst e Werner pieni di sogni che verranno infranti. Molti di quei soldati erano ragazzi non addestrati e perciò mandati al massacro, un po’ per vendetta e un po’ per espiare una colpa. La paura, il terrore, la fame e la negazione di se stessi si percepiscono moltissimo nella prima parte di “addestramento”, indubbiamente la migliore del film. Il sergente danese Rasmussen li prende poi in consegna e li fa marciare ogni giorno nelle dune di una spiaggia assolata, inizialmente è attento ad evitare il confronto con i prigionieri, poi a poco a poco si avvicina a loro. Forse è la compassione che gli fa capire che sono anche loro vittime della follia della guerra, spaventate e indifese, che invocano addirittura la mamma quando sono in punto di morte.

La messa in scena è fredda, molti silenzi sono carichi di dolore e Zandvliet è bravo nel rimanere lontano dalla retorica. La narrazione però, soprattutto nella seconda parte, diviene troppo schematica e prevedibile, il finale non convince proprio ma è un film che lascia comunque interdetti, capace di restituirci un’immagine desolante e straziante della natura umana. Teniamo presente che ancora oggi in 54 paesi nel mondo ci sono milioni di mine inesplose, si stima che in media ogni giorno siano 10 le vittime di mine antiuomo, di cui l’80% civili. La tragedia della guerra è bene ricordarla, sempre.

Claudio Casazza

Land of Mine

Regia e sceneggiatura: Martin Zandvliet. Fotografia: Camilla Hjelm Knudsen. Montaggio: Per Sandholt, Molly Malene Stensgaard. Interpreti: Roland Moller, Louis Hofmann, Emil Belton. Origine: Danimarca/Germania, 2015. Durata: 100′.

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