Spazio scenografico in Destino di Fritz Lang

La divisione degli spazi e la composizione della scena, nei film di Lang, ricoprono il ruolo essenziale di elementi di drammatizzazione.

All’epoca di Destino, secondo i principi dettati dall’UFA, i registi tedeschi sono costretti a girare in studio anche le scene che richiedono un’ambientazione naturale. L’astrazione del paesaggio ricostruito permette di inventare una natura in sintonia con l’anima dell’uomo.

L’intero film ruota attorno ad un’immagine priva di prospettiva: quella del muro della Morte.

Quando lo vediamo per la prima volta, è già costruito ed impedisce la vista di tutto ciò che vi sta dietro.La Morteè un piccolo punto in confronto all’enormità della costruzione, che si estende sull’intero campo dell’inquadratura.

Non conosciamo né la vera natura del muro, né l’esistenza – e tanto meno la forma – della porta. La disposizione delle pietre, però, ci permette di intuire qualcosa: la loro rugosità nasconde un effetto ottico, concorre infatti a formare una strana sutura verticale.

Come molti dei registi tedeschi del periodo espressionista, Lang ricorre spesso alle immagini di scale, labirinti e corridoi.

Diventano spazio astratto quando compaiono oltre la porta ogivale del muro della Morte. L’illuminazione progressivamente più abbagliante verso i gradini più alti, conferisce l’illusione dello spazio  infinito,  luogo  immaginario  e metaforico che vuole raffigurare la strada d’accesso al Regno della Morte, e ne sottolinea allo stesso tempo il carattere divino e tutt’altro che spaventoso.

Nell’inquadratura successiva all’incontro frala Mortee la ragazza, un altro luogo immaginario ci rivela il mistero dei destini umani: è la cattedrale delle candele, di cui ogni fiammella rappresenta una vita.

L’irrealtà di questo luogo eidetico deriva soprattutto dall’assenza di coordinate spaziali: manca una soglia d’ingresso ed è assente un qualsiasi riferimento alle pareti. Unici elementi architettonici presenti, sono tre grandi guglie che conferiscono all’ambiente un carattere di sacralità e maestosità. Le candele si ergono da terra, al pari di sottili stalagmiti bianche, avvolte da una luce soffusa.

Sabrina Luoni

(Pubblicato sul n°25 della versione cartacea, aprile 2005)

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