The Party

the-party-sally-potterJanet (Kristin Scott Thomas) è stata eletta ministro-ombra della salute per i laburisti. Per festeggiare l’occasione invita a casa propria e del marito Bill (Timothy Spall) un ristretto gruppo di amici. Ma ancor prima che i festeggiamenti possano avere inizio, la situazione degenera: Bill rivela la sua malattia, la coppia lesbica in dolce attesa entra in crisi, si scoprono tradimenti, si palesano desideri di vendetta, si compiono aggressioni e tentati omicidi, trasformando un tranquillo cocktail tra borghesi radical in un mattatoio disordinato.

L’intenzione di Sally Potter, evidentemente, è quella di costruire un film di critica sociale, volto a svelare le bassezze di una borghesia incapace di essere progressista quanto vorrebbe, THE PARTY by Sally Potterintrappolata nei clichés di sempre; ma anche – e forse soprattutto – di confezionare un film ironico, raffinato, terribilmente colto. Peccato che ambizioni eccessive, troppo spesso, non riescano che a condurre ad esiti grotteschi: The party, ostentatamente ammiccante già dal titolo, tentando di essere il remake in chiave contemporanea de L’angelo sterminatore, finisce per essere la versione da salotto buono di Perfetti sconosciuti, con un’aggiunta di disonestà intellettuale che rende il tutto ancora più insopportabile (a partire da un bianco e nero elegantissimo, ma assolutamente gratuito).
Per di più, perché il meccanismo (per altro già sperimentato) potesse funzionare, protagonista del film avrebbe dovuto essere un’escalation, e magari, ancor meglio, un’escalation assolutamente imprevedibile. Invece la situazione qui è compromessa fin dall’inizio, e fin dalla prima scena la nevrosi che fa da sfondo non viene taciuta, quanto piuttosto sottolineata, con insistite inquadrature sul vacuo sguardo di Bill, per esempio, o sul personaggio di Tom (Cillian Murphy), fuori controllo già dal momento della sua prima comparsa. Così, in assenza di una costruzione, lo sviluppo viene affidato tutto a qualche (modesto) colpo di scena, che tenta di risollevare la stagnazione camuffata da introspezione fino al disperato tentativo finale, nonostante tutto insufficiente a ridestare uno spettatore essenzialmente annoiato, oltre che dalla staticità della vicenda, anche (e soprattutto) dalle stereotipie dei personaggi. Anche la bravura di Bruno Ganz, pur alleggerendo i toni e riuscendo a strappare qualche sorriso, non basta a trasformare la sua maschera in personaggio.

Sul tema, se proprio di intellettuali progressisti in crisi si deve parlare, allora meglio rivedere il recente film di Thomas Vinterberg, La comune, che senza stucchevoli pretese satiriche affronta con infinitamente superiore onestà e crudezza il divario preoccupante tra le velleità dell’élite culturale e la prassi agente dell’uomo comune. Insomma, come si suol dire, Sally Potter ha perso una gran bella occasione: quella di fare il film giusto al momento giusto. Ma, si sa, la buona intenzione non sempre fa l’uomo buono.

Monica Cristini

The Party

Sceneggiatura e regia: Sally Potter. Fotografia: Aleksei Rodionov. Montaggio: Anders Refn, Emilie Orsini. Interpreti: Kristin Scott Thomas, Timothy Spall, Patricia Clarkson, Bruno Ganz, Cherry Jones, Cillian Murphy, Emily Mortimer. Origine: GB, 2017. Durata: 71′.

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