Tutto quello che vuoi

montaldoAlessandro (Andrea Carpenzano), 22 anni, perdigiorno con altri tre coetanei, accetta forzatamente di accudire un ottantacinquenne poeta affetto da Alzheimer. Tra i due il rapporto non è per nulla facile. Giorgio (Giuliano Montaldo) vive in un presente confuso con ricordi passati, la sua abitazione è un misto tra un museo e una biblioteca. Alessandro lo accompagna in passeggiate dove il poeta si rivela poco alla volta. Il giovane comincia ad affezionarsi, i suoi amici, invitati a casa da Giorgio, trovano simpatico il vecchio: insieme giocano a poker, con la playstation, tradiscono il veto assoluto di fumare imposto da Laura (Raffaella Lebboroni), la donna che da anni si occupa di lui. Quando Alessandro scopre una stanza dalle pareti graffitate con disegni e racconti, in Giorgio riaffiora un tricordo lontano legato alla Resistenza e all’arrivo degli americani in Toscana, parla di un dono prezioso sotterrato sotto una croce. Identificato il luogo, i ragazzi decidono di accompagnare Giorgio, fantasticando su tesoro nascosto.
tutto_quelloFrancesco Bruni, già sceneggiatore di Virzì, con cui ha firmato alcuni dei film migliori del regista livornese, da qualche anno è passato dietro la macchina da presa (Scialla! e Noi 4 precedono Tutto quello che vuoi). Con quest’ultima opera ritorna a raccontare una relazione tra un adulto e un ragazzo: in Scialla era una adolescente difficile “adottato” da un ghostwriter che scoprirà essere il padre biologico, in Tutto quello che vuoi un tardo adolescente che si rifiuta di diventare adulto (se non fosse per una tresca con la madre del suo migliore amico) matura suo malgrado per azione (del tutto inconsapevole) di un poeta dimenticato. Il regista naviga sicuro nel territorio che meglio conosce, quello della commedia, alternando alle sequenze comiche, costruite sui contrasti tra persone diverse per estrazione sociale, cultura, età, a sequenze struggenti, dove giganteggia Montaldo, attore intenso, mai sopra le righe, dimentico del regista (immenso) che fu. E Bruni non si lascia intimorire dalla presenza, peraltro discreta (come affermato più volte) di Montaldo, che ha sempre prediletto un cinema di immagini potenti e di racconto quasi sempre storico (Sacco e VanzettiGiordano BrunoL’Agnese va a morire, Gli occhiali d’oroI demoni di San Pietroburgo). Sicuro dei meccanismo oliatissimi del racconto di formazione già sperimentato con Virzì, Bruni affida il resto alle performance dei suoi due protagonisti (bravissimo Carpenzano), trasformando con naturalezza una storia di contrapposizioni forzate, in un avventuroso viaggio dal presente al passato, in cui un vecchio focalizzerà un episodio cruciale della sua lunga vita e un giovane scapestrato un’idea di futuro che non sia becera sopravvivenza.

Fortunatamente Bruni non trasforma i ragazzi in casi limite, ma ne coglie l’umanità; la seduzione del male esiste ma si stempera di fronte alla caparbia resistenza (di spirito) alla vecchiaia di un poeta (amico di Pertini) di cui nessuno rammenta più un solo verso. Giorgio si trasforma da “nonno” sbeffeggiato ad amico, in barba alla distanza generazionale. La fuga organizzata verso il tesoro sposta il film verso il road movie senza scompattare il racconto, che invece si rafforza quando il cameratismo e il rispetto diventano scuola di vita e la piccola storia di Giorgio un fulmine nelle sballate piccole storie di Alessandro e soci.

Vera Mandusich

Tutto quello che vuoi

Sceneggiatura e regia: Francesco Bruni. Fotografia: Arnaldo Catinari. Montaggio: Mirko Platania, Cecilia Zanuso. Musiche: Carlo Virzì. Interpreti: Giuliano Montaldo, Andrea Carpenzano, Donatella Finocchiaro, Emanuele Propizio, Antonio Gerardi, Raffaella Lebboroni, Arturo Bruni. Origine: Italia, 2017. Durata: 106′.

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