Un curioso dialogo sotto la pioggia e Les chatouilles

img-20180514-wa0044Una seconda giornata cominciata all’insegna della pioggia, con un sole così nascosto dietro alla coltre di nubi da sembrarci un lontano miraggio. Dopo una prima e rapida colazione alla mensa del Lycée, tutti in fila per ritirare il pranzo e infine eccoci di nuovo calati nelle nostre vesti di critici del cinema. Alle 9.00 in punto, dopo una « levataccia » delle 6.00 del mattino, ci rechiamo con l’autobus alla sala Licorne, dove dopo un’attesa relativamente breve assistiamo alla proiezione del film Three Faces del regista iraniano Jafar Pahani. Il resto della giornata trascorre diverso per ciascuno dei tre gruppi in cui ci dividiamo, diretti in sale differenti a seconda del film scelto per il secondo round.
Per quanto riguarda noi (siamo 9), destinati alla splendida sala Debussy del Palais des Festivals, durante le lunghe ore di coda abbiamo avuto la fortuna di fare un incontro speciale e inaspettato, che in seguito si è rivelato molto di più. Prende così avvio un curioso dialogo con un’anziana coppia di italiani, che fin da subito si dimostra interessata al nostro progetto, al punto che all’uscita dalla sala di proiezione ci fermiamo a discutere animatamente del film appena visto. Infatti, sia noi che img-20180514-wa0050loro, siamo rimasti pienamente soddisfatti e, soprattutto, profondamente colpiti dal film Les chatouilles. Fondamentale dire che copiose lacrime di compassione solcano le guance di moltissimi spettatori all’accensione delle luci, e nelle toilette un’infinità di signore e « jeunes femmes » tentano invano di asciugarsi gli occhi cerchiati da un alone di trucco nero sbavato, molte delle quali ancora scosse dai singhiozzi.
Ad alleggerire il peso di questo film è proprio la confidenza di questa gentilissima coppia, che ci rivela l’esistenza nell’immenso Palais di un caffè dove tazze fumanti di Nespresso vengono offerte gratuitamente agli ospiti, e soprattutto ci indica la scala che conduce all’ingresso alla terrazza panoramica, la cui vista spazia sull’intera città di Cannes. Entrati in sala grondanti di pioggia, ad accoglierci incredibilmente all’uscita invece é un tiepido sole di maggio che ci ridona il sorriso e l’euforia dopo avere tanto partecipato delle sofferenze del film. Un ultimo momento di sereno svago sulla spiaggia, accarezzati dalla brezza marina, è ciò che meglio conclude la giornata prima di rimontare tutti quanti sul pullman, diretti al Lycée.

Les Chatouilles

“A nos enfants”, ai nostri bambini. Così si chiude il film, in concorso nella sezione Un Certain Regard, che offre allo spettatore uno sguardo su ciò che può celarsi dietro gli innocenti occhi dei piccoli, in questo caso quelli azzurrissimi di Odette. Les Chatouilles (Il Solletico) è un adattamento di una pièce teatrale interpretata da Andréa Bescond, che insieme a Eric Metayer firma la regia del film. Odette finalmente dopo anni si reca da una psicologa per raccontare le

Il cast di Les Chatouilles

Il cast di Les Chatouilles

violenze subite sin dall’ età di otto anni da Gilbert, amico di famiglia, il cui volto pulito e sempre sorridente cela un insospettabile lato morboso: è lui infatti che “diverte” la bambina facendole “il solletico”. La danza è da sempre il suo unico rifugio, il solo mondo in cui riesce davvero a esprimersi: tanti gesti, poche parole, “tante emozioni, poca tecnica”, ammirate, ma incomprese perfino da uno dei suoi maestri di danza. La musica e il ritmo rappresentano anche il filo conduttore sul quale la protagonista racconta il suo presente, riflesso dell’esperienza passata. Trascinati da questo stesso ritmo, in sala i cuori sobbalzano, tutti sospirano e si lasciano sfuggire brevi frasi di sconforto.
Il film, dal montaggio curatissimo nei suoi botta e risposta tra fantasia-ricordo e realtà, non si propone solo come una denuncia alla violenza, ma come un’accusa esplicita e sottile all’atteggiamento degli adulti (perlopiù genitori) ignari delle soffocate richieste d’aiuto dai bambini mai creduti e spesso fraintesi.
Les Chatouilles si guadagna pienamente a nostro parere il suo posto in concorso in quanto drammaticamente realistico e socialmente rilevante; una storia di emozioni che merita la visibilità che la Croisette le fornisce.

Garçons de Cannes

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