Venezia 76: dalle Giornate degli Autori i primi premi

Jayro Bustamante

Jayro Bustamante

La sedicesima edizione delle Giornate degli Autori, sezione indipendente della 76^ Mostra del cinema di Venezia, assegna al film in concorso La Llorona di Jayro Bustamante il Director’s Award. La giuria presieduta da Karim Ainouz e composta dai ventotto giovani spettatori provenienti ognuno da un diverso Paese dell’Unione Europea del progetto 28 Times Cinema ha così motivato: “Bustamante, una delle voci più singolari del cinema dell’America Latina, intreccia un ritratto della tragica storia del Guatemala e le sue ferite aperte ispirato all’omonimo racconto popolare. La combinazione di poesia e politica costruisce una fiaba inquietante e acuta che parla non solo del passato ma anche del presente. La Llorona è un’intima storia di fantasmi raccontata attraverso un vivido personaggio femminile che tratta i temi della perdita, della negazione e dell’accettazione. Come recita il verso della canzone “La Llorona”: Dicen que no tengo duelo, Llorona, porque no me ven llorar. Hay muertos que no hacen ruido, Llorona !Y es mas grande su penar! Che possano questi versi di tristezza ma anche di forza diffondersi nel mondo.”
Il GdA Director’s Award ha un valore di 20.000 euro: metà destinata al regista – che ricordiamo si è formato tra il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma e Parigi e ha lavorato negli Stati Uniti prima di tornare in Guatemala -, il restante 50% a Film Factory Entertainment, venditore internazionale del film, per aiutare la circolazione internazionale del film.
Ha dichiarato Bustamante: “Avevo bisogno di catturare l’interesse internazionale, ma soprattutto quello della mia gente. E così ho iniziato questo viaggio partendo dalle paure della mia infanzia per arrivare a quelle nuove da adulto, e al mio interesse per la narrazione. Una denuncia fatta attraverso il cinema come intrattenimento ma senza mai perdere di vista quello che universalmente viene definito come cinema d’autore”.

Il pubblico delle Giornate degli Autori ha poi assegnato il suo premio, scegliendo tra gli undici film in concorso Un Divan à Tunis (Arab Blues), opera prima di Manele Labidi. Il film sarà distribuito in Italia da Bim Distribuzione. Interpretata dalla stella del cinema mediorientale Golshifteh Farahani (PatersonShirinPirati dei Caraibi – la vendetta di Salazar), Selma è una psicoanalista tornata in Tunisia dalla Francia per avviare il suo studio, ma alle prese con un pittoresco gruppo di pazienti si troverà a dover combattere contro i cavilli burocratici di una società alla ricerca della propria identità.
Ha detto la regista: “Volevo filmare la Tunisia post-rivoluzione dei gelsomini e, in particolare, la classe media, profondamente lacerata tra modernità e tradizione. Scegliere come espediente la psicoanalisi e declinare la storia in forma di commedia mi ha permesso di creare personaggi complessi, mettere l’accento sulla loro dolce follia, ma anche mostrare il terreno impervio nel quale la crisi economica e l’ascesa dell’islamismo ha spinto questi individui”.

corpusIl Label Europa Cinemas è stato invece assegnato a Corpus Christi (Boże Ciało), terzo film del polacco Jan Komasa.
Dedicato ai film di produzione e co-produzione europea, il Label, creato nel 2003 con il sostegno della Programma Media dell’Unione Europea da un network di esercenti di qualità (oltre 2300 schermi in più di 500 città europee), consiste in un contributo economico alla distribuzione e alla produzione, nonché alla permanenza del film vincitore nelle sale aderenti al network.
Questa la motivazione: “Corpus Christi di Jan Komasa è un attraente connubio di tragico e comico – a volte violento, a volte toccante. Perno del film, la performance sorprendente e di assoluto rilievo di Bartosz Bielenia nel ruolo del carismatico Daniel, giovane delinquente che trova nel sacerdozio una via d’uscita dalla sua condotta criminale. Quando viene mandato a lavorare in una fabbrica, Daniel scappa in un vicino villaggio fingendosi prete, suscitando un impatto sorprendentemente positivo sulla bigotta comunità locale. La storia rappresenta molto chiaramente i conflitti tra bene e male della società di oggi. Inoltre, la scelta intelligente del film di adoperare una musica anempatica si rivela particolarmente efficace per evidenziare le tensioni e i conflitti all’interno di Daniel. Un film da mostrare al pubblico di tutta Europa; ci auguriamo che la vittoria del Label Europa Cinemas possa aiutarne la circolazione”.

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