Quest’anno siamo tornati al Far East Film Festival, che sta festeggiando i suoi 28 anni di vita con un programma ricco di novità, ma non mancano artisti già noti e apprezzati.
Durante il discorso di apertura, la storica organizzatrice e direttrice creativa del festival Sabrina Baracetti ha accolto la sala piena non solo con parole sincere e colme di emozione, ma con numerosi ospiti: Geck Geck Priscilla Ang regista di Ah Girl (film in concorso, 2026), Kimura Taichi regista di Fujiko (film in concorso, 2026), accompagnata da Katayama Yuki attrice e Megumi, produttrice e anche lei attrice del film. Presente anche lo stimato Koji Yakusho, attore protagonista di Perfect Days (2023) e Under the open sky (2020). Tanti altri ospiti, tra cui ovviamente Anthony Chen, il regista del film di apertura We are all strangers (film in concorso, 2026) e Yeo Yann Yann, l’attrice protagonista.
We are all strangers è il terzo film di Chen, che completa un percorso di storie definite “trilogia della crescita”, con Ilo Ilo (2013) e Wet Season (2019). Il suo lungometraggio in concorso quest’anno racconta di due storie d’amore appartenenti a due generazioni differenti. Padre e figlio incontrano l’amore nello sfondo di Singapore, raccontato genuinamente attraverso aspetti culturali reali e contrastanti. We are all strangers mette in contrasto povertà e ricchezza, lingua inglese e mandarino, padre e figlio, amore e odio.
Un film sicuramente caratterizzato da antitesi, sia nelle immagini sia nella tematica. Due coppie, separate
inevitabilmente dalla generazione d’appartenenza, si contrappongono in desideri, abitudini e attitudini. La modernità, specialmente, è raccontata proprio attraverso la coppia più giovane, dove il regista (nonché sceneggiatore del film) ha scelto di inserire diversi elementi contemporanei come TikTok e la dipendenza da social, utilizzata come distrazione ed evasione dalla realtà.
Però, We are all strangers perde di un’identità solida sul linguaggio. Non si capisce esattamente dove il regista vuole andare a parare perché racconta tante fragilità della società di Singapore, ma anche debolezze personali, private, della vita quotidiana, delle persone comuni. Personaggi che scivolano via facilmente, ma che sarebbe stato interessante cercare di mantenere centrali e accompagnarli nel loro sviluppo.
L’apertura del Far East Film Festival 28 è stata comunque degna di questa edizione, che si prospetta alquanto interessante. E noi non vediamo l’ora di raccontarvela.
da Udine, Francesca Ponti



