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Al via il 79° Festival di Cannes

La commedia francese La Vénus électrique di Pierre Salvadori con Anaïs Demoustier e Gilles Lellouche, storia di una truffa nella Parigi del 1928, inaugura stasera il 79° Festival di Cannes. Un’edizione senza Italia, pochi Stati Uniti, molta Francia (soprattutto con le coproduzioni) e uno sguardo molto allargato su tanti Paesi del mondo. È anche un’edizione di transizione, con in sistema cinema messo in discussione sotto mille fronti e sottoposto a mille sfide: a Cannes non mancherà il glamour anche stavolta, ma dietro il glamour?
Intanto sul manifesto campeggia l’immagine simbolo di uno dei più celebri road-movie di sempre: Geena Davis e Susan Sarandon a bordo della Ford Thunderbird del 1966 in Thelma e Louise di Ridley Scott. Segno che il festival continua ad aver come riferimento la Hollywood migliore.
L’Italia è rappresentata soltanto da Laura Samani: la regista di Piccolo corpo e Un anno di scuola, ancora nelle sale, fa parte della giura della sezione Un certain regard presieduta dall’attrice francese Leila Bekhti. La giuria principale è presieduta dal coreano Park Chan-wook e comprende anche Demi Moore e sceglierà il successore di Un semplice incidente di Jafar Panahi nell’albo delle Palme d’oro tra le 22 pellicole in concorso.

Nella serata inaugurale anche la consegna della prima Palma d’onore (un’altra sarà consegnata nei prossimi giorni al mito Barbra Streisand) al neozelandese Peter Jackson, che terrà anche una masterclass che si annuncia affollatissima. La prima giornata è contraddistinta da un altro appuntamento a cavallo tra cinema di genere e cinema d’autore, con il restauro de Il labirinto del fauno di Guillermo Del Toro.
Da domani via alla competizione, con Nagi Notes di Koji Fukada, primo dei tre giapponesi in lizza, gli altri sono Sheep in the Box di Hirokazu Kore-eda, specializzato in storie di famiglia stavolta alle prese con un androide, e All of a Sudden di Ryusuke Hamaguchi, che si affermò sulla Croisette con Drive My Car.
Tra chi possiede già una Palma in bacheca, oltre a Kore-Eda, c’è il romeno Cristian Mungiu (premiato anni fa con 4 mesi, 3 settimane, 2 giorni) che porta Fjord con Sebastian Stan, ambientato in Norvegia.
Molto attesi sia per motivi politici sia per il valore dei loro autori sono l’iraniano Asghar Farhadi con Parallel Tales e il russo Andrey Zvyagintsev con Minotaur, entrambi con produzioni francesi.

Il primo film ad arrivare nelle sale italiane sarà Amarga Navidad di Pedro Almodovar, in uscita già la prossima settimana, che segue in parallelo due storie nel periodo natalizio. La Spagna conferma il suo buon momento proponendo altri due titoli, compreso El ser querido del talentuoso Rodrigo Sorogoyen. Due i film americani in gara, il dramma familiare Paper Tiger di James Gray con Adam Driver e Scarlett Johansson e il sentimentale The Man I Love di Ira Sachs con Rami Malek e Rebecca Hall.
Altri film da tener d’occhio in gara sono Fatherland dell’anglo-polacco Pawel Pawlikowski con Sandra Hüller, Moulin dell’ungherese Laszlo Nemes e La sconosciuta di Arthur Harari, coproduzione Rai con protagonisti Léa Seydoux e Niels Schneider. Fuori gara incuriosisce il debutto registico di John Travolta con Propeller One – Way Night Coach. Ancora Her Private Hell del danese Nicolas Widing Refn a 10 anni da The Neon Demon, e i francesi Karma di Guillaume Canet, Objet du deli di Agnès Jaoui e il biografico De Gaulle: L’age de fer di Antonin Baudry. Attesi anche i documentari biografici John Lennon: The Last Interview di Steven Soderbergh e Avedon di Ron Howard.

Nella vetrina Cannes Premiere figurano Kokurojo: The Samurai and the Prisoner dell’altro nipponico Kiyoshi Kurosawa, che per una volta si misura con un romanzo storico, e La troisième nuit di e con Daniel Auteil, affidabile anche in veste registica. Proiezioni di mezzanotte per gli eccentrici Full Phil di Quentin Dupieux e Roma Elastica di Betrand Mandico.
Non mancano le storiche sezioni indipendenti Semaine de la critique, che propone opere prime e seconde, e Quinzaine des cinéastes. Quest’ultima prende il via domani con la consegna della Carrosse d’or a Claire Denis accompagnata da una sua lezione di cinema e dalla proiezione di J’ai pas sommeil. Come pellicola d’apertura sarà proiettato Butterfly Jam del giovane russo Kantemir Balagov (rivelatosi con Tesnota e La ragazza d’autunno) fuggito dalla Russia nel 2022 al momento dell’invasione dell’Ucraina. Si tratta del suo primo film all’estero, ambientato in una comunità di esuli russi e circassi a Newark, con Monica Bellucci in un piccolo ruolo. Tra i nomi di punta della Quinzaine anche Le journal d’une femme de chambre dell’altro romeno Radu Jude.

Nicola Falcinella

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