Festival

Anticipazioni da Locarno 78

Si annuncia un bel programma per il 78° Locarno Film Festival, che avrà luogo dal 6 al 16 agosto, con due serate di PreFestival il 3 e il 5 agosto. La gara per il Pardo d’oro, andato un anno fa a Toxic all’esordiente lituana Saulé Bliuvaité, vede in lizza 17 film.
Spicca il ritorno del francese Abdellatif Kechiche (Palma d’oro 2013 con La vita di Adèle) con Mektoub, My Love: Canto due, dopo la brutta accoglienza cannense allo stupendo Canto uno. Buon per Locarno che Cannes e Venezia si siano lasciati sfuggire il lavoro di uno dei registi più incisivi di questi anni.
In prima fila c’è pure Dracula di Radu Jude, il romeno che sta segnando gli anni ‘20 con Sesso sfortunato o follie porno (Orso d’oro a Berlino nel 2021) e Do not expect too much from the End of the World (premio speciale della giuria a Locarno nel 2023). Il nuovo lungometraggio è annunciato come una commedia politica sull’intelligenza artificiale con Serban Pavlu, Gabriel Spahiu e Alina Serban.

Le pays d’Arto di Tamara Stepanyan

Il film d’apertura in Piazza Grande sarà la produzione Armenia/Francia Le pays d’Arto – In the Land of Arto di Tamara Stepanyan con Camille Cottin, Zar Amir e Denis Lavant. Céline arriva in Armenia per ufficializzare la morte del marito, ma scopre una verità sconosciuta che si mescola con la Storia recente del Paese. È la prima pellicola di finzione della figlia dell’attore Vigen, che ha dedicato al padre morto nel 2020 e ad altri cineasti armeni sovietici come Parajanov a Peleshian il documentario Mes phantomes arméniens presentato al Forum della Berlinale in febbraio.
Tra i 14 titoli serali della Piazza spiccano i due principali premiati dell’ultimo Festival di Cannes: la Palma d’oro Un simple accident dell’iraniano Jafar Panahi (Locarno contribuì a consacrarlo con il Pardo d’oro a Lo specchio nel 1997) e il norvegese Sentimental Value di Joachim Trier, insignito del Grand Prix sulla Croisette.
Sempre da Cannes arrivano La petite dernière di Hafsia Herzi e il western italiano Testa o croce di Alessio Rigo de Righi e Matteo Zoppis. Questo sarà seguito, domenica a mezzanotte, da Shining di Stanley Kubrick. Altro film di mezzanotte il cult hongkonghiano Police Story (1985) di Jackie Chan, che riceverà il Pardo alla carriera e introdurrà pure Project A (1983), oltre a tenere una conversazione aperta al pubblico domenica 10.
Il Leopard Club Award sarà conferito a Emma Thompson la sera di venerdì 8 agosto in Piazza Grande, in occasione della première del thriller The Dead of Winter di Brian Kirk che la vede nel ruolo di protagonista.
Sempre in Piazza Rosemead di Eric Lin con Lucy Liu (che ritirerà il Career Achievement Award), un thriller che coinvolge una famiglia cinese-americana.
Per la chiusura alimenta molto interesse Kiss of the Spider Woman di Bill Condon con Diego Luna e Jennifer Lopez, remake de Il bacio della donna ragno (1985) di Hector Babenco con Sonia Braga, William Hurt (vinse il premio di migliore attore a Cannes e all’Oscar) e Raul Julia dal romanzo di Manuel Puig.

In concorso è molto atteso anche il georgiano Dry Leaf di Alexandre Koberidze, noto soprattutto per il folgorante What do we see when we look at the Sky? del 2021. Per l’Italia concorre l’opera prima Le bambine di Valentina e Nicole Bertani.
Ancora in gara Mare’s Nest di Ben Rivers, Le Lac di Fabrice Aragno, il romeno Sorella di clausura di Ivana Mladenović (premio speciale della giuria dei Cineasti del presente a Locarno nel 2019 per Ivana The Terrible) e il libanese Tales of the Wounded Land di Abbas Fahdel, noto per il documentario Homeland (Iraq Year Zero) del 2015.

Tra i 15 film selezionati nella sezione Cineasti del presente, dedicata alle opere prime e seconde, figura Gioia mia di Margherita Spampinato, storia di un bambino lasciato per l’estate in Sicilia dalla nonna.
In competizione tra gli altri lo spagnolo Balearic di Ion de Sosa, l’argentino Olivia di Sofia Petersen, lo svizzero Don’t Let the Sun di Jacqueline Zünd, la commedia canadese Follies di Eric K. Boulianne, Fantasy debutto della slovena Kukla e Nu ma lasa sa mor – Don’t Let Me die del romeno Andrei Epure, con Cosmina Stratan ed Elina Löwensohn.
Il concorso Pardi di domani rivolto ai cortometraggi include l’italiano Randaghi di Enrico ed Emanuele Miotti, mentre è sempre più importante la sezione Corti d’autore, che comprende il sardo Su cane est su miu di Salvatore Mereu (Ballo a tre passi, Sonetàula e Assandira) e il romeno Index di Radu Muntean (The Paper Will Be Blue).
Fuori concorso anche Bobò di Pippo Delbono, Il Vangelo di Giuda di Giulio Base, dopo il flop di Albatross, e Legend of the Happy Worker di Duwayne Dunham con Thomas Haden Church e e Colm Meaney e David Lynch per l’ultima volta produttore esecutivo.
Il cineasta americano Alexander Payne riceverà il Pardo d’Onore la sera di venerdì 15 e presenterà i suoi The Descendants (2011) e Nebraska (2013) e parteciperà a un incontro con il pubblico.
Tra i premi alla carriera spicca anche il Vision Award alla costumista Milena Canonero.

L’importante retrospettiva storica è dedicata a Great Expectations: il cinema britannico del dopoguerra (1945-1960), con più di 40 film di cineasti come David Lean, Carol Reed o Powell e Pressburger e altri da riscoprire.
Sempre per il cinema del passato, Locarno Heritage ha restaurato due film da riscoprire, I cannibali di Liliana Cavani e Anno uno di Roberto Rossellini.

Il Premio Raimondo Rezzonico andrà alla casa di produzione libanese Abbout Productions di Georges Schoucaire e Myriam Sassine che presenteranno due dei loro film di maggior successo, Costa Brava, Lebanon di Mounia Akl e Memory Box di Joana Hadjithomas e Khalil Joreige.
Infine le consolidate sezioni collaterali Semaine de la critique dedicata ai documentari, Sezione Open Doors rivolta all’Africa subsahariana, il Panorama Suisse e Locarno Kids che premierà il regista e animatore ticinese Marcel Barelli, Mary Anning, chasseuse de fossiles.

Nicola Falcinella

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