Tanti grandi nomi sul tappeto rosso e un numero contenuto di film. È il programma del 43° Torino Film Festival che si svolgerà dal 21 al 29 novembre. La seconda edizione diretta da Giulio Base conferma grossomodo le linee tracciate lo scorso anno con la rottura rispetto alle consuetudini del TFF. Solo 120 titoli (104 lunghi e 16 corti) suddivisi nelle tre sezioni di concorso (lungometraggi, documentari e cortometraggi) e nelle tre sezioni non competitive (Fuori concorso, Zibaldone e Retrospettiva Paul Newman, costituita da 24 titoli).

La serata inaugurale sparerà ben otto premi Stelle della Mole: Jacqueline Bisset, Antonio Banderas, Daniel Brühl, Sergio Castellitto, Spike Lee, Claude Lelouch, Stefania Sandrelli, Aleksandr Sokurov. A seguire, l’anteprima italiana della commedia sul senso dell’esistenza Eternity di David Freyne con Miles Teller, Elizabeth Olsen, Callum Turner e Da’Vine Joy Randolph, che sarà distribuita da I Wonder Pictures. Per la serata finale Nuremberg di James Vanderbilt con Rami Malek, Russell Crowe e Richard E. Grant, dal libro The Nazi and the Psychiatrist, con un giovane psichiatra dell’esercito americano incaricato di valutare lo stato mentale degli imputati per stabilire se siano in grado di affrontare il processo (sarà distribuito da Eagle Pictures).
Tra i 16 titoli del concorso lungometraggi, opere prime e seconde in gran parte poco conosciute, ci sono per l’Italia Eva di Emanuela Rossi, storia di una donna dei boschi legata alla sparizione di alcuni bambini, e Il protagonista di Fabrizio Benvenuto, su un attore che fatica a trovare ruoli finché si cimenta in un provino per Clochard e si immedesima fin troppo nel personaggio.
Un anno fa la selezione della gara si presentò di livello discreto (vinse il belga Holy Rosita di Wannes Destoop) pur senza grandi picchi, sebbene nessuno dei film sia ancora stato distribuito in Italia.
Sedici pure i documentari in gara, con qualche opera più nota come Bobò di Pippo Delbono (già visto a Locarno), Je n’avais que le néant – Shoah par Lanzmann di Guillaume Ribot o l’atteso debutto alla regia di Juliette Binoche con IN-I in Motion. Ancora Dolph: Unbreakable di Andrew Holmes, ritratto dell’attore svedese Dolph Lundgren (che sarà a Torino) celebre per il ruolo di Ivan Drago in Rocky.
Altri due i documentari italiani in lizza: Nel blu dipinti di rosso di Stefano Di Politi, che ricostruisce le vicende quasi dimenticate dei Cantacronache, collettivo musicale torinese attivo tra il 1958 e il 1962 che diede origine al cantautorato, a partire dalle immagini del loro primo concerto; Mothers di Alice Tomassini sulla maternità surrogata in Cambogia.
Fuori concorso l’atteso Highest 2 Lowest di Spike Lee cui andrà un’altra Stella della Mole, Dracula di Radu Jude e Kiss of the Spider Woman di Bill Condon passati a Locarno, Le cri des gardes di Claire Denis, Magellan di Lav Diaz, il visionario ed esaltante Resurrection di Bi Gan in gara a Cannes, Urchin di Harry Dickinson con Frank Dillane premiato a Cannes, in più El cautivo di Alejandro Amenàbar con Alessandro Borghi.
Quanto allo “Zibaldone”, racchiude sia i film del passato proposti in occasione di omaggi e premiazioni, sia qualche novità. Tra questi Quasi grazia di Peter Marcias su Grazia Deledda (interpretata da Laura Morante) e Vita mia che segna il ritorno di Edoardo Winspeare, inoltre l’interessante arabo-tedesco Yunan di Ameer Fakher Eldin già in competizione a Berlino.
Nicola Falcinella




