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Come ti muovi, sbagli

Come ti muovi, sbagli è il quinto lungometraggio dell’attore e regista romano, che si era fatto conoscere con Pranzo di Ferragosto nel 2008, ed è stato proposto fuori concorso nella sezione Giornate degli autori. Di Gregorio riprende il suo flemmatico Professore, insegnante di liceo in pensione protagonista dei suoi ultimi lavori, con qualche variazione. A settant’anni passati, l’uomo sembra sereno e contento di quel che ha: un appartamento grande, il domestico Richard che gli fa tutto, un bar sotto casa dove bere un bicchiere con gli amici e gli incontri saltuari con l’estroversa Giovanna (Iaia Forte). Un imprevisto travolge però la sua quotidianità grigia e rassicurante: la figlia Sofia (Greta Scarano), che risiede da anni in Germania, gli si presenta a sorpresa alla porta con i due nipoti. La donna, che ha scoperto la sbandata del marito Helmut, professore di letteratura all’università di Heidelberg, per una studentessa, ha lasciato tutto senza altre opzioni che piazzarsi a tempo indeterminato dal genitore. I nuovi arrivati scardinano ogni abitudine del pensionato, incapace di cucinare una pastasciutta (non lo aiutano neppure i video in internet) o di prendere qualsiasi decisione. Il caos che presto regna nell’appartamento e i dispetti del vivacissimo piccolo Tommaso, inducono Richard ad andarsene, lasciando il gruppo ancora più allo sbando. Travolto dalle responsabilità, il protagonista non riesce a farne una giusta, come il titolo suggerisce.
Di Gregorio, anche interprete del personaggio disincantato, malinconico e inadeguato, intesse una storia di piccole cose, una commedia dolceamara sulla famiglia, che parla delle nostre inadeguatezze e dell’urgenza di salvare e coltivare le relazioni. E curiosamente ha parecchie consonanze con il Leone d’oro Father Mother Sister Brother di Jim Jarmusch. I tanti riferimenti letterari di Come ti muovi, sbagli sono ricorrenti nei film di Di Gregorio (il precedente si intitolava Astolfo con chiaro riferimento ariostesco) e finalizzati a dare uno spessore ai personaggi e mai a un tronfio citazionismo: il Professore è alle prese con un saggio sui Longobardi, mentre Helmut si fa sedurre dall’allieva dopo aver spiegato la vicenda di Paolo e Francesca e sviscerato la critica dantesca. Il Professore vive nel passato e guarda in televisione un film con John Wayne, mentre i nipotini gli si addormentano a fianco sul divano, ma l’immobilismo, sul quale ironizza bonariamente, è un’altra sua caratteristica. L’iniziativa non manca invece al tedesco, che improvvisa un viaggio a piedi verso Roma per farsi perdonare dalla moglie, che nel frattempo ha intrapreso un delirante recupero degli ex compagni di liceo. In qualche modo gli somiglia la figlia preadolescente Olga, l’unica a fare una mossa avventata e dare l’esempio che, con coraggio e un tocco surreale, si possono raddrizzare le situazioni e trovare uno scopo.
Il regista ha una conoscenza e una comprensione dell’animo umano e delle dinamiche familiari che gli permettono di trattarle con leggerezza e profondità, aggiungendo un altro bel tassello a una filmografia apparentemente minimalista e che riesce a parlare dei bisogni e dei sentimenti di tutti.

Nicola Falcinella

Come ti muovi, sbagli

Regia e sceneggiatura: Gianni Di Gregorio. Fotografia: Maurizio Calvesi. Montaggio: Sara Petracca. Interpreti: Gianni Di Gregorio, Greta Scarano, Tom Wlaschiha, Alessandro Bedetti, Iaia Forte, Pietro Serpi. Origine: Italia, 2025. Durata: 97′.

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