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I vincitori di Filmmaker Festival 2025

Con la proiezione di Gioia mia alla presenza della regista Margherita Spampinato, si è chiusa l’edizione 2025 di Filmmaker Festival. Nove giorni di programmazione, sette sezioni (Concorso Internazionale, Concorso Prospettive, Fuori Concorso, Retrospettiva VALIE EXPORT, Filmmaker Moderns, Interferenze: Berio e il cinema, Filmmaker Expanded), 90 titoli, 38 prime mondiali, 14 italiane, decine di ospiti.

La Giuria del Concorso Internazionale composta dal regista Gianluca De SerioBarbara GrespiCaterina Orsenigo ha assegnato il Premio Filmmaker 2025 a Little Boy di James Benning, con la seguente motivazione: “Per la capacità di ridisegnare la parabola dell’egemonia statunitense attraverso un archivio di depositi non visuali, mettendo al centro il gesto del costruire nella sua forza insieme creativa e distruttiva. Una forma documentaria estrema e minimalista in un film che ci mette di fronte alla nostra responsabilità politica di agenti della Storia”.
Il Premio della Giuria è andato a Nuit Obscure – Ain’t I a Child? di Sylvain George. Motivazione: “Per il modo in cui riesce far emergere dall’oscurità i frammenti di sofferenza, gioia, vita di un gruppo di giovanissimi immigrati algerini a Parigi. Il film è un prisma di rifrazione delle mancanze dell’Europa, della sua incapacità di accogliere e vedere”.
Il Premio della Giuria Giovani è andato invece a The Vanishing Point di Bani Khosnoudi, “per la sua capacità di far coincidere, con grande forza insieme teorica e morale, il trauma famigliare e quello collettivo, la dimensione diaristica e quella politica. Muovendosi tra il registro rarefatto del ricordo e quello urtante delle immagini delle violenze sui manifestanti iraniani, il film di Khoshnoudi rappresenta un lucido appello alla speranza e alla lotta”.

Nel Concorso Retrospettive premio assegnato a Frana futura di Sofia Merelli, mentre il Premio della Giuria è andato a Outside the Box: an Authentic Portrait of Charlemagne Palestine di Nicola Pietromarchi, con menzione speciale a Disco D(e)ad di Lilly Di Rosa.

@redazione

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