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Il palmares del 44° Bergamo Film Meeting

­Porte Bagage di Abdelkarim El-Fassi (Paesi Bassi, 2025) ha vinto il premio del pubblico alla Mostra Concorso della 44a edizione di Bergamo Film Meeting. Il secondo e il terzo premio per la Mostra Concorso sono stati assegnati sempre dalla giuria popolare a Skriti Ljudje/Hidden People di Miha Hočevar (Slovenia, Serbia, Islanda, 2025, 98’) e a L’Étrangère/Pieces of a Foreign Life di Gaya Jiji (Belgio/Francia, 2025).

The Frog and the Water di Thomas Stuber
Foto: Pandora Film/Felix Abraham

La giuria internazionale invece, composta da Gabriella Manfrè (produttrice), Patrice Toye (regista) e Miguel Valverde (direttore di IndieLisboa – International Film Festival), ha assegnato il Premio per la migliore regia a Der Frosch und das Wasser/The Frog and the Water di Thomas Stuber (Germania, 2025) con la seguente motivazione: «Con uno sguardo poetico, divertente e delicato, questo film ci accompagna in un viaggio in cui possiamo affermare che “la solitudine non esiste”: basta aspettare di trovare la propria anima gemella. Quando un uomo giapponese incontra in Germania un giovane affetto dalla sindrome di Down, tra i due nasce un legame molto forte, anche senza bisogno di parole. Per l’originalità e maturità dimostrata nella regia, la giuria decide di premiare Thomas Stuber per The Frog and the Water».

Azza di Stefanie Brockhaus

Per la sezione Visti da Vicino il Premio Miglior Documentario CGIL Bergamo è stato assegnato dal pubblico a To Close Your Eyes and See Fire di Nicola von Leffern e Jakob Carl Sauer (Austria, 2024); mentre Azza di Stefanie Brockhaus (Germania, 2025) ha conquistato i delegati sindacali di CGIL Bergamo, che lo hanno premiato con il Premio della Giuria CGIL – La Sortie de l’Usine, attribuito al documentario che meglio affronta i temi legati al mondo del lavoro e del sociale.
Questa la motivazione: «Un documentario che con grande sensibilità e rigore racconta la battaglia delle donne ancora intrappolate in una società patriarcale. Imparare a guidare, e insegnarlo ad altre donne, diventa per Azza un mezzo di emancipazione e libertà, individuale e collettiva. Il film si distingue per l’attenzione con cui restituisce, con profonda delicatezza e intensità, il punto di vista di una giovane donna a cui è negata la possibilità di scegliere e costruire il proprio futuro. Azza emerge come un’opera potente e toccante, capace di trasformare un racconto intimo in una narrazione universale e attuale, che dà voce a tante donne impegnate nella conquista della propria autonomia. Attraverso uno sguardo autoriale forte ma rispettoso, il documentario riesce a intrecciare dimensione personale e sociale, offrendo allo spettatore uno spazio di riflessione sull’identità, la libertà e il diritto all’autodeterminazione. Per la qualità dello sguardo registico e la sensibilità con cui accompagna la protagonista nel suo cammino di crescita, la giuria conferisce il Premio a Azza».

@redazione

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