“Nella foresta anche la cosa più piccola conta. È tutto intrecciato insieme, così che se guardi bene non distingui più dove finisce una cosa e inizia l’altra. Anche gli insetti che non riusciamo a vedere contano tanto quanto un fiume. Un albero morto è importante quanto uno vivo. Ci sarà pure qualcosa da imparare da tutto questo.”
Claire (Kerry Condon)
Robert Grainer (Joel Edgerton) è un taglialegna e costruttore, uomo semplice e umile che si barcamena in lavori stagionali per potersi costruire una vita dignitosa. Durante l’anno è costretto ad abbandonare il suo villaggio per partecipare alla costruzione delle ferrovie nel Nord Ovest degli USA. Orfano di entrambi i genitori, si ritrova naturalmente a creare quella famiglia che non ha mai avuto. La sua vita solitaria cambia proprio nell’incontro con Gladys (Felicity Jones), una giovane donna del posto dai capelli scarlatti, con cui nasce subito sintonia e il desiderio di costruire insieme quel futuro che Robert non riusciva chiaramente a scorgere. I due cominciano con l’immaginare un posto tutto loro che possa accoglierli, un cottage in legno lungo il fiume che piano piano prende forma grazie alle capacità di costruttore di Robert e all’entusiasmo di Gladys. Non passa molto tempo che alla coppia si unisce la piccola Kate. Robert però non riesce ad essere presente alla nascita, impegnato nei lavori della ferrovia e lontano da casa. A vederla così minuscola e tenera, gli sorge persino il dubbio che Kate non lo riconosca come padre. Nasce così in Robert la paura di perdersi i momenti più importanti della vita di famiglia ma Gladys, prontamente, gli propone una soluzione: realizzare una piccola fattoria e una segheria in legno intorno alla loro proprietà per permettere a lui di essere più stabile e presente.
Ma la vita e la morte si alternano nella storia di Robert, fino a perderne i confini. Le verdi e immense foreste del nord sovrastano l’uomo che, a sua volta, si strugge nel tentativo di dominarle introducendo la modernità delle rotaie ferroviarie. Così i fianchi delle montagne si trasformano venendo saccheggiati in nome del progresso, mentre il silenzio e la quiete dei boschi sono interrotti dal passaggio della “bestia” a vapore. La morte è qui dipinta dal regista Clint Bentley come parte integrante della vita. Saggiamente, Robert descrive questi luoghi a Gladys come “terre pericolose” dove non vige alcuna legge dell’uomo dando via libera a sfruttamento, violenza e spietate rese dei conti. E, talvolta, anche la natura può improvvisamente porre fine all’esistenza di una persona, ad esempio, con un ramo o un tronco che le cade addosso. La visione antropocentrica di alcuni personaggi viene così ridimensionata dall’imprevedibile sorte della natura.
Arn Peoples, anziano esperto di esplosivi, rammenta alle reclute più giovani che ogni cosa nel mondo è strettamente connessa all’altra e che ogni azione ha un effetto incalcolabile sull’equilibrio delle cose: “Abbiamo appena abbattuto alberi che sono qua da 500 anni. Ti sconvolge l’anima anche se non te ne rendi conto”.
Tutto è in continuo cambiamento e proprio quegli alberi secolari ne sono preziosi testimoni silenti. La tecnologia evolve e i paesaggi mutano aspetto fino a che Robert non finisce per sentirsi un estraneo e si rifugia nelle memorie di un mondo perduto di cui è ancora possibile sentirne l’eco. Gioia e dolore costellano la sua vita e in quei momenti in cui tutto sembra perduto e viene a mancare la terra sotto i piedi, lui sceglie comunque di starci dentro e trovare un modo di andare avanti nonostante tutto. Non è solo, anche se a volte si sente un eremita, incontri inaspettati nell’arco dei suoi ottant’anni sul pianeta riaccendono in lui la speranza e la forza di continuare.
Solo quando in un’ultima follia la prospettiva delle cose pare rovesciarsi, e il su e giù, il bello e il brutto, la vita e la morte vengono meno, ecco che tutto acquista un senso meraviglioso.
Mi rendo conto scrivendo di questo film che mi è impossibile restituire, anche in minima parte, la poesia, la bellezza e la profondità di quest’opera. Il mio invito è quindi di procurarti lo schermo più grande che hai, collegare la tua cassa Bluetooth e recuperare questo piccolo capolavoro su Netflix.
A volte, piccole perle preziose non vengono viste; per loro natura non fanno grosso chiasso o si pavoneggiano, ma il loro valore non è opinabile, Train Dreams è una di queste.
Samuele P. Perrotta
Train Dreams
Regia: Clint Bentley. Sceneggiatura: Clint Bentley, Greg Kwedar. Fotografia: Adolpho Veloso. Montaggio: Parker Laramie. Interpreti: Joel Edgerton, Clifton Collins Jr., Felicity Jones, Alfred Hsing, Paul Schneider. Musiche: Bryce Dessner. Origine: USA, 2025. Durata: 102′.




