Venezia 2025

Venezia 82: Divine Comedy in Orizzonti

Il nuovo film di Ali Asgari

All’interno di Orizzonti arriva Divine Comedy, il nuovo film diretto da Ali Asgari, l’autore di Kafka a Teheran, che cerca di far qualcosa di diverso e di più leggero per raccontare uno dei più grandi problemi del cinema iraniano: la censura.
Bahram (Bahram Ark) è un regista quarantenne che ha trascorso l’intera carriera realizzando film in turco-azero, nessuno dei quali è mai stato proiettato in Iran. Il suo ultimo lavoro, a cui il Ministero della Cultura ha nuovamente negato l’autorizzazione, lo spinge al limite della ribellione. Con a fianco la produttrice Sadaf, dalla lingua tagliente e in sella a una Vespa, intraprende una missione clandestina per presentare il suo film al pubblico iraniano, eludendo la censura governativa, l’assurda burocrazia e le sue proprie insicurezze. Il loro viaggio diventa così un atto di ribellione tra espedienti improvvisati, controlli da evitare, sale cinematografiche insensate e il peso crescente dei propri dubbi: Bahram infatti dovrà confrontarsi anche con il gemello che fa film commerciali molto allineati al regime, e ovviamente dovrà mettersi in gioco per difendere la sua idea di arte e libertà.
Ali Asgari e Alireza Khatami tornano a lavorare insieme scrivendo la sceneggiatura con i gemelli Ark: ne esce un film imperfetto che racconta con ironia la dura vita dei registi non allineati. Bisogna sapere che per fare un film in Iran è necessario avere prima il permesso per le riprese e poi, una volta che il film è finito, bisogna ottenere quello per la proiezione. Il film è stato ovviamente girato in maniera semiclandestina grazie alla maggiore difficoltà di controllo governativo sul digitale, Asgari ha raccontato che è stato presentato un soggetto diverso per poter avere alcune autorizzazioni.
Come in Kafka a Teheran, anche in questo film si cerca di lavorare sulla semplicità e la leggerezza, sotto le quali si percepisce tutto il peso e la repressione del regime iraniano. Utilizzando l’arma della leggerezza Divine Comedy ha sicuramente il merito di portare un tema forte a un potenziale pubblico più ampio: i riferimenti a Woody Allen, con le musiche e certi comportamenti del protagonista, sono molto evidenti, come anche un certo umorismo caustico alla Nanni Moretti. Forse il film si perde troppo in queste citazioni cinematografiche (Matrix in un dialogo o Godard sulle pareti, tanto per mostrare certa cinefilia onnivora) per riuscire davvero a raccontare l’assurdità della repressione. Il complicato sistema di censura viene raccontato con le sue contraddizioni ma non lo si colpisce davvero.
Divine Comedy è comunque un film ironico e amaro che merita di trovare un pubblico, fortunatamente sarà prossimamente al cinema distribuito da Teodora Film.

da Venezia, Claudio Casazza

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