Presentato ieri nella sezione Venezia Classici, Documentari sul Cinema il film Elvira Notari. Oltre il silenzio di Valerio Ciriaci, sulla prima regista italiana della storia, interessantissimo racconto di una donna con una storia che finalmente ci viene raccontata e restituita nella sua giusta essenza.
Elvira Notari. Oltre il silenzio è un documentario che racconta la vita e l’opera di Elvira Notari (1875-1946), la prima regista donna italiana, e una delle prime al mondo, a 150 anni dalla sua nascita. Nonostante abbia diretto centinaia di opere, la regista è rimasta relegata ai margini della storia del cinema per mezzo secolo. I suoi film, in bilico tra realismo e drammaturgia, erano profondamente radicati nel folklore napoletano. Tre lungometraggi, due brevi documentari e alcuni frammenti costituiscono tutto ciò che resta della sua opera.
Nata a Salerno, ma trasferitasi a Napoli, con suo marito Nicola Notari da cui acquisisce il cognome (all’anagrafe era Elvira Coda), ha fondato con lui la casa di produzione cinematografica Dora Film, e ha realizzato più di 60 lungometraggi e centinaia di documentari e cortometraggi di cui è andato quasi tutto perduto. La sua vita rimane in parte un enigma, non ha lasciato lettere né diari, e sono poche fotografie sopravvissute. Nei suoi film è spesso presente la figura di un ragazzino, il figlio.
Donna in un mondo di uomini, le sue opere furono prese di mira dalla censura fascista, ma trovarono il consenso del pubblico su entrambe le sponde dell’Atlantico. A tal proposito colpisce un aneddoto che la dice lunga sul carattere di Elvira: nei primi decenni del secolo scorso, c’erano moltissime sale cinematografiche a New York dedicate al cinema italiano; i film partivano sulle navi dirette oltreoceano. Elvira conservava le pellicole integre, ovvero prima del visto censura che operava copiosi tagli in molte scene, per cui venivano imbarcate due copie dello stesso film, dando vita a un vero e proprio mercato parallelo ante litteram.
Il documentario di Valerio Ciriaci intreccia le voci di coloro che oggi celebrano la sua eredità, dagli esperti che hanno riscoperto i suoi film agli artisti contemporanei che reintegrano la sua visione attraverso nuove opere, per far risorgere la visione unica di Elvira. Più che una biografia, Elvira Notari: Oltre il silenzio è un ritratto prismatico di un’artista che continua a ispirare nuovi percorsi creativi.
Il grande merito di questo film è sicuramente quello di restituirci la valenza, non solo artistica, di una donna che è stata anche tanto altro. Una pioniera nell’affrontare tematiche di riscatto femminile: nel suo cinema, che tanto ha dato fastidio al fascismo, ha raccontato la voglia di autonomia delle donne di Napoli, valorizzato i personaggi femminili dotandoli di una vera e propria autodeterminazione, e raccontato famiglie che non sono certamente patriarcali. E Pioniera lo fu anche nell’uso di effetti speciali, miracolosi guardandoli adesso.
Seppur documentario di impianto classico, con materiali di repertorio e interviste a vari studiosi e ai suoi discendenti, ho trovato davvero una chicca l’inserto, in alcuni momenti chiave del film, del servizio fotografico fatto alla meravigliosa Teresa Saponangelo che interpreta Elvira in momenti di vita con il marito.
Il regista Valerio Ciriaci racconta del film: «Ho incontrato la storia di Elvira Notari qualche anno fa a New
York, mentre completavo un documentario su un impresario italiano emigrato negli Stati Uniti e sul pubblico di connazionali che affollava le sale cinematografiche americane di inizio Novecento. Tra le pellicole più richieste dalla comunità italoamericana spiccavano le produzioni del cinema muto napoletano, in particolare quelle della Dora Film, una piccola società a gestione familiare diretta proprio da Elvira Notari. Ho iniziato a scavare più a fondo e da fantasma ai margini della storia del cinema, Elvira è riemersa come una presenza viva che trascende i confini del cinema muto».
Dopo il bel documentario Stonebreakers, che ripercorre le complesse modificazioni sociali statunitensi, cogliendo il senso del disagio dei suoi cittadini, Valerio Ciriaci ci regala un altro film di pregevole fattura. Di sicuro un film da vedere. Uscirà in sala a metà ottobre distribuito in Italia da Cinecittà luce, all’estero da First Hand Films.
da Venezia, Maria Di Razza




