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A notte fonda

Mi chiedo che cosa farei, che cosa avrei voglia di fare, se avessi un pizzico di tempo libero in più in questo inizio di stagione che, come sempre, frantz-per chi si occupa di cinema e di cultura è sempre il più caotico. Dopo la pausa estiva (di nuove uscite, intendo, giacché a Varese l’organizzazione e gestione del cinema all’aperto rende parecchio impegnati), finita anche la Mostra veneziana qui da noi tutto è ricominciato a scorrere, anzi a correre, con i ritmi di sempre. Si riaprono timidamente le sale, si pubblicizzano le nuove rassegne, si riprendono i contatti con le scuole, gli enti e le associazioni e insomma si riparte con gli affanni e i problemi quotidiani.
Beh, se avessi due ore libere, non guarderei un film alla tv, visto che sfogliando i programmi televisivi e leggendo le schede giornaliere dei film da non perdere su Film TV, quello che vorrei vedere è sempre a orari impossibili… e alla tv mi addormento subito. Alle 23.15 su Iris c’è Onora il padre e la madre, un film poco visto di Sidney Lumet, domani alle 8,30 su RaiMovie Europa 51 di Rossellini, alle 23 Ultimo tango a Parigi, all’1.20 La prima notte di quiete di Zurlini. Dopodomani la prima cosa che mi sembra vedibile è La piscina di Jacques Deray (adoro Romy Schneider), poi due film di Cronenberg su Rai2 (Existenz all’ 1.25 e Il pasto nudo alle 3) e Buongiorno notte di Bellocchio alle 2.15 su Rai3… insomma qualcosa di buono lo si trova, ma bisognerebbe capovolgere gli orari di vita, e non è facile. Per chi ama il cinema di qualità, affrontare i palinsesti è sempre frustrante.
Meglio leggere un libro, oppure ovviamente andare al cinema, alla ricerca di suggestioni per il cuore e per la mente. Speriamo che la stagione sia positiva, perché quella passata mi è apparsa nel complesso un po’ deludente. Io evito Muccino, fiuto la noia di film come Io prima di te e consiglio il cinema più intimo e attaccato all’indagine psicologica, come l’ottimo Un padre una figlia di Mungiu. In queste settimane è uscito un film originale, Ma Loute del francese Dumont, e due buoni film italiani, Questi giorni di Giuseppe Piccioni e La vita possibile di Ivano De Matteo, ma quello che più mi sento di suggerire è Frantz di François Ozon. Nell’intreccio del film, che racconta di un’assenza (Frantz è un soldato tedesco morto in guerra), il genere del melodramma storico ritrova atmosfere di grande suggestione, forse addirittura favorite dalla mancanza del colore, usato solo in poche scene, e da un bianco e nero avvolgente, che aiuta a concentrarsi sullo spirito di fratellanza e di rifiuto della guerra, e sulla ricerca di sentimenti puri, che guidano un film prezioso.
Ecco, di questo cinema abbiamo bisogno, un cinema di emozioni ed autenticità, sincero e coraggioso, da tutelare e valorizzare come un bene di tutti, da condividere appunto, ovviamente sul grande schermo, e da vedere … in orari normali. Se la stagione autunnale inizia così, io sono più contento.

Giulio Rossini

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