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Berlinale 70: immagini e suggestioni dal festival – parte 1

Willkommen in Berlin! Caligari in VR e "Kids Run"

GIORNO 1

L’accoglienza è gelida e ventosa a Berlino, il cielo appare coperto da grossi nuvoloni grigi. Ciò nonostante l’entusiasmo è molto per questa nuova edizione della Berlinale giunta alla sua 70^ edizione. Il tutto è amplificato dal fatto che è la mia prima volta a Berlino e non so davvero cosa aspettarmi sia dalla città che dal festival.
Sono già le 16:00 quando lascio i bagagli in ostello e mi precipito nel cuore del festival, Postdamer Platz.
È già buio, le strade e gli enormi palazzi che mi circondano sono completamente tinti di rosso da migliaia di lucine e neon. L’iconico orso rosso della Berlinale fa capolinea nella piazza. Sembra essere tornati a Natale, l’atmosfera è quasi incantata. Da Postdamer attraverso la strada e mi ritrovo nel mastodontico complesso del Sony Center al cui interno ha sede l’Institut für Film und Videokunst e.V., organizzazione che si occupa della promozione di lavori sperimentali e indipendenti, archivio per il cinema d’avanguardia tedesco e l’organizza annuale del Berlinale Forum e Forum Expanded. Queste due categorie del festival si occupano dell’indagine dei confini del linguaggio cinematografico e delle nuove forme di ricerca espressiva, spesso slegate dai canoni più tradizionali del mercato. Il centro si sviluppa su 5 piani, in cui hanno casa installazioni fisse e temporanee, mostre evento, laboratori di ricerca e due sale di proiezione.
È in questo contesto che si inserisce Be Caligari! The Virtual Cabinet, mostra evento in occasione dei 100 anni dalla première de Il gabinetto del dottor Caligari. Qui Cesare e le scenografie espressioniste di Robert Wiene prendono vita in una raccolta di poster d’epoca, schizzi originali e materiali d’archivio. In un’intimissima sala da 9 posti è poi proiettato il film nella sua versione restaurata dalla Cineteca di Bologna e presentata al 64º Festival di Berlino del 2014. Pezzo forte della mostra è però l’installazione in realtà virtuale, un omaggio al film che, sfruttando le tecnologie più recenti, permette d’immergersi in un ambiente virtuale in cui potersi muovere tra gli scenari e i protagonisti della pellicola, garantendo un’esperienza sinestetica completamente inedita e coinvolgente. Provare per crederci. L’installazione è stata sviluppata dal GOETHE-Institut in collaborazione con VOLUCAP e sarà visitabile durante le giornate del festival con ingresso libero per gli accreditati!
Dopo un’esplorazione dei dintorni, passando per il Brandeburg Gate e la sede del parlamento, faccio ritorno in ostello dove, programma alla mano, con le mie ultime forze tento di formulare un piano d’attacco per i giorni seguenti…

GIORNO 2

Sveglia di buon’ora. Missione di oggi: accaparrarsi i biglietti!
Faccio colazione in ostello e mi dirigo subito verso la biglietteria di Postdamer Platz, apertura prevista per le 10:00. Sono le 08:30 e trovo un buon numero di persone già accampate davanti ai botteghini chiusi. Ciò è comprensibile considerando che i biglietti online sono SOLDOUT da giorni e l’affluenza per il festival è molto alta con persone provenienti da tutto il mondo. In effetti, mi era stato detto che il festival di Berlino è tra i più popolari e coinvolge fortemente anche cittadini e non addetti ai lavori. Molti dei film che avevo in programma di vedere risultano purtroppo esauriti e come spesso accade in questi casi, mi lascio guidare dal caso… Riesco ad accaparrarmi i biglietti per tre proiezioni. La ragazza tenta di rassicurarmi spiegandomi che è comunque possibilerimediare dei biglietti last minute tentando la sorte 30 min prima dell’inizio del film. Dato che per oggi sono rimasto a mani vuote, scelgo di prendermi la giornata per visitare il centro città e l’isola dei musei per poi tentare la fortuna al cinema Kino International per la prima del film tedesco Kidz Run delle 19:30.
Il cinema appare dei più glamour e con un’ora di anticipo mi accodo nella sua grande hall. Sono relativamente in testa alla fila, destinata a crescere minuto dopo minuto. La fortuna è dalla mia parte e, nonostante i biglietti siano completamente esauriti, una gentile signora tedesca regala ai primi della fila alcuni ingressi e così riesco ad accedere alla sala. Questa è completamente gremita per la prima del film che rientra nella sezione Perspektive Deutsches Kino, dedicata alle opere prime di registi emergenti prodotte in Germania. Ad aprire la sezione abbiamo la regista Barbara Ott, 37 anni, che racconta la storia di Andi, ex boxeur e padre di tre figli, che vive di espedienti, lottando quotidianamente per poter garantire loro un futuro. Lasciato a casa dal lavoro in cantiere e sul limite dello sfratto, l’unica soluzione per il giovane sembra essere tornare sul ring per vincero un torneo di boxe con un sostanzioso premio in palio. Un’opera sobria che, nella sua semplicità disarmante, affronta il tema della paternità ed esplora con sguardo attento le difficoltà di chi vive ai margini della società. Gli ambienti appaiono degradati e abbandonati, il cui grigiore è però spazzato via dagli attimi di amore familiare e dalla purezza dei bambini, il cui sguardo dimostra una sorprendente fiducia e speranza per la vita. L’esperienza è resa più intensa grazie all’immenso schermo cinematografico e perfetto impianto sonoro offerto dalla sala.
A chiusura della proiezione l’intero cast tecnico e artistico è sul palco e, colmo di gioia e commozione, ringrazia la folla entusiasta.

Da Berlino, Samuele P. Perrotta
Foto di Samuele P. Perrotta e Costanza Gorick

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