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Garçons de Cannes: terzo giorno denso di visioni

Divisi in diversi gruppi inizia il terzo giorno di proiezioni per i Garçons de Cannes.

West of Sunshine
West of Sunshine

Si comincia con una frenetica corsa verso il Théȃtre Alexandre III, per arrivare sul posto almeno un‘ora prima della proiezione e avere così garanzia di entrare. Una breve coda ha preceduto il nostro ingresso in una sala decisamente piccola rispetto alla capienza del Palais. Finalmente una schermata nera e una musica soffusa hanno annunciato l’inizio della proiezione di West of Sunshine di Jason Raftopoulos (Australia, 78’).
“Super”. Così il giovane Alex descrive la giornata passata con il padre Jim tra scommesse e losche commissioni nella folle corsa contro il tempo nel tentativo di riuscire a saldare un grosso debito. Jason Raftopoulos, in West of Sunshine, propone scene prevalentemente girante nelle strade di Melbourne a bordo della macchina d’epoca di Jim (Damian Hill), impiegato in una ditta di consegne e da poco divorziato dalla moglie. Nel film si sviluppa l’evoluzione del rapporto tra Alex (Ty Perham) e il padre, inaspritosi a seguito della separazione. Il protagonista ci viene presentato negativamente. Giocatore d’azzardo e all’occorrenza spacciatore, riusciamo tuttavia a percepire il suo disperato desiderio di apparire agli occhi del figlio come un buon padre, attraverso gesti d’amore nei suoi confronti. Ed è l’amore che spinge Jim a dare una svolta positiva alla propria vita, assumendo consapevolezza degli errori del passato e promettendo di non ripeterli in futuro.
La complicità tra padre e figlio viene enfatizzata anche dalle suggestive musiche di Lisa Gerrard, che accompagnano i protagonisti nel loro processo di maturazione e rinascita spirituale.

Mickey and the Bear
Mickey and the Bear

Finita la visione di West of Sunshine come usciamo dal cinema Alexandre III siamo già pronti a tornare in coda, emozionati e curiosi per il film successivo: Mickey and the Bear. Per non entrare a stomaco vuoto alcuni di noi scattano verso un piccolo supermercato all’inizio della strada, altri rimangono pazientemente ad aspettare, pronti a tutto per una poltrona all’Alexandre III. Dopo aver comprato qualche pesca e qualche albicocca, la nostra attenzione viene attirata da un inaspettato murales che riproduce le locandine di Pulp Fiction e Lezioni di Piano. Il tempo di una foto e corriamo ancora una volta verso il cinema, e finalmente entriamo. Si spengono le luci e sul grande schermo parte un cortometraggio, Le Chiens Aboient, che inaspettato, non in programma, ci sorprende lasciandoci confusi. Ci guardiamo spaesati, cerchiamo il programma temendo di aver sbagliato sala. Qualche minuto di incertezza e inizia il film Mickey and the Bear.
 “Non ti lascerò mai”: questa promessa lega indissolubilmente Mickey, un’adolescente determinata, e suo padre Hank, un veterano dell’Iraq tormentato da problemi post-traumatici. La giovane regista Annabelle Attanasio debutta sul grande schermo proprio con Mickey and the Bear. Appena ventiseienne, riesce a mettere in scena una storia complessa e delicata: il difficile rapporto tra padre e figlia, rimasti soli dopo la morte della madre. E’ un film che ci ha stupiti, rapiti ed entusiasmati fino alla fine, a partire dalla recitazione di Camila Morrone, nella parte di Mickey Peck, e James Badge Dale, nel ruolo del padre Hank Peck. L’interpretazione della giovane attrice ci ha trasportati in un mondo di dolore, angoscia e scelte decisive, in un mondo che la costringe a diventare adulta prima del tempo. Del già affermato Dale (noto per World War Z The Pacific) ci ha colpiti lo sguardo espressivo, che trasmette appieno la sofferenza di un uomo messo alla prova dalla vita. Riteniamo la colonna sonora un capolavoro: If loving you is a crime di Lee Moses è solo una delle straordinarie canzoni che diventa personaggio stesso nei momenti chiave del rapporto tra Mickey e Hank. La regista incornicia le vicende con colori brillanti dello splendido paesaggio del Montana; e anche negli interni, con luci artificiali, riesce a creare contrasti efficaci.

Les particules
Les particules

Cinema Olympia: proiezione di Les particules di Blaise Harrison (Francia/Svizzera, 98’). Dopo un’ora abbondante di coda, per un soffio, siamo riusciti ad entrare nella sala. Nulla a che fare con il maestoso Grand Théatre Lumière in termini di dimensioni!
Poco dopo esserci accomodati sulle poltrone, ci siamo trovati di fronte al video promozionale della “Quinzaine des Réalisateurs”, fatto di suggestive immagini tratte dai film dei registi membri della Société des Réalizateurs, tra cui Scorsese, Bellocchio e Lucas.
Dopo un fragoroso applauso, partono le prime scene. Sullo schermo nero due luci di lampioni illuminano parzialmente una strada su cui, con una telecamera dall’alto, seguiamo il percorso di un pullman di linea, sul quale, addormentato, siede il giovane protagonista Pierre-André, detto P.A. (Thomas Daloz). La vita quotidiana dell’adolescente, che, insieme ai suoi amici, trascorre il tempo tra scuola, musica, feste e droga, è protagonista delle sequenze successive. Tuttavia, una visita al Centro di  Ricerca di Ginevra, in cui è situato l’acceleratore di particelle più potente al mondo, dà una svolta alla sua vita. Comincia ad interessarsi alla fisica, ma soprattutto il mondo intorno a sé subisce una vero proprio mutamento e a trasformarsi in visioni probabilmente di aggregati di atomi. E così tutte le sue certezze cominciano a vacillare. Sebbene ci aspettassimo che il film si incentrasse sulla progressiva scoperta della fisica da parte del giovane, Harrison preferisce raccontarci dei profondi mutamenti a livello psicologico e sociale che avvengono  in un insicuro adolescente privo di punti di riferimento: le amicizie poco raccomandabili, l’allontanamento dalla famiglia, la prima cotta. Per questo, il film ci ha particolarmente colpiti anche grazie alla originale rappresentazione della realtà adolescenziale che ne dà il regista, presentata come un labirinto di paure e incertezze, accentuate e intensificate dall’angosciante colonna sonora di Laurent Gérard.

Garçons de Cannes

“Iniziativa realizzata nell’ambito del Piano Nazionale Cinema per la Scuola promossa da MIUR e MIBAC”

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