Venezia 2017: il ritorno di Clooney, Maoz e Landis

74^ Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia – 03 Settembre

Il sole splende alto a Venezia e la mattinata si apre con una doppietta scoppiettante in Palabiennale. Parliamo di Foxtrot di Samuel Maoz e Suburbicon di George Clooney.
coverlgIl Foxtrot è una danza di origine americana con la caratteristica di lasciare i ballerini quasi fermi nel punto in cui si trovano, quattro passi: avanti, di lato e indietro per poi tornare al punto di partenza. Con una regia fresca e coinvolgente, il regista israeliano Samuel Maoz torna ad affrontare il tema della guerra a distanza di otto anni da Lebanon, Leone d’Oro alla 66^ Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. Il film suddiviso in tre atti si apre con la tragica notizia a Dafna e Michael della morte del figlio Jonathan sul fronte. Maoz sceglie di trattare il dramma politico israeliano con un tono surreale e sarcastico che riesce a coinvolgere nonostante le differenze linguistiche e culturali. Con un barocchismo sorrentiniano, il regista si sposta da un ambiente all’altro con una continua esplorazione che permette di far conoscere lentamente l’intero spazio allo spettatore. Un container con pullmino abbandonato nel deserto e un appartamento in città sono le poche ma ricche scenografie in cui si alternano i tre episodi.  Il giudizio dell’autore nei confronti delle scelte militari del proprio stato emerge quindi chiaro e lampante in un racconto che si interroga sui temi della coincidenza e del destino.

George Clooney torna alla regia col suo sesto film Suburbicon, tratto da un vecchio copione scritto e mai realizzato dai fratelli Coen. Ancora una volta a emergere in questa edizione del festival è un forte senso di rabbia e dissenso nei confronti del proprio Paese. Attraverso l’iconico stile grottesco dei Coen di Fargo, l’autore ha modo di mettere in luce un America bigotta, ipocrita e che sopravvive rifugiandosi dietro l’odio e la discriminazione del diverso.
suburbicon-new-posterLa vicenda si svolge negli anni ’50 (come per The Shape of Water di Guillermo del Toro) nella piccola cittadina americana di Suburbicon, un luogo all’apparenza idilliaco ed edulcorato, di memoria burtoniana, in cui tutto è perfetto e la vita per i suoi abitanti è all’insegna della felicità. L’equilibrio e la tranquillità viene però sconvolto dall’arrivo di una famiglia afroamericana che crea il panico tra i suoi abitanti. Mentre la popolazione si interroga sul da farsi e procede a dare il “benvenuto” ai nuovi vicini, nella casetta adiacente ai Meyers accadono le peggio cose…

Nel pomeriggio si torna in Italia con la commedia di Edoardo Winspeare, La vita in comune. La pellicola racconta il lento svolgersi della vita nel fantomatico paese salentino di “Disperata” e lo stato d’inadeguatezza del primo cittadino Filippo Pisanelli. Un film leggero e senza pretese che ci mostra come l’arte e la solidarietà, partendo da una piccola realtà, possano essere una soluzione vincente per risollevare l’Italia di oggi.
Arriva la sera e mentre Paolo Virzì sfila sul tappetto rosso per la sua nuova avventura americana in concorso The Leisure Seeeker, torna a Venezia, a distanza di un anno, John Landis per la presentazione del restauro di Into the night, film del 1985 che vede protagonisti dei giovani Jeff Goldblum e Michelle Pfeiffer.
Ricordiamo come il regista di Animal House e The Blues Brothers abbia preso parte alla scorsa edizione della mostra per il restauro del film più rappresentativo della sua carriera: il capolavoro Un lupo americano a londra. img_4581Carico di allegria e pieno di gioia, come suo solito, Landis ironizza sulla propria opera e sceglie di fare compagnia ai fan durante la proiezione. Gli incontri con il regista non si fermano qui, sarà infatti presentato in anteprima assoluta in Sala Grande Michael Jackson’s Thriller 3D, una versione totalmente restaurata e con le più moderne tecnologie, e convertita al formato 3D, del videoclip cult. Landis racconta di come fosse inorridito dalle versioni di qualità scadente diffuse sul web, da qui l’idea di andare a riesumare i negativi originali. Il video sarà accompagnato da uno speciale documentario di Jerry Kramer che raccoglie filmati inediti di making of tratti dal backstage del Thriller originale, registrato nel 1983. Grazie ad uno dei suoi più stretti collaboratori, la voce del re del pop riecheggerà ancora una volta nell’aria…

da Venezia, Samuele P. Perrotta

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