Smetto Quando Voglio – Ad Honorem

smettoquandoSi conclude con Smetto Quando Voglio – Ad Honorem la trilogia iniziata dal giovane e talentuoso Sydney Sibilia nel 2012, grazie alla sinergia con i produttori Domenico Procacci (L’ultimo bacio, Le conseguenze dell’amore, Gomorra) e Matteo Rovere (Veloce come il vento). Dopo un’attesa di nove mesi tornano i nostri banditi universitari che avevamo lasciato in carcere alla fine del capitolo di mezzo Masterclass con la minaccia del misterioso Walter Mercurio (Luigi Lo Cascio) a piede libero. È arrivato ora il momento di dare una risposta alle domande contenute nei film precedenti chiudendo però il cerchio in questo definitivo faccia a faccia tra il buono e il cattivo. Oltre al ritorno del “Murena” (Neri Marcorè), arrestato alla fine del primo film, si riunirà per un’ultima volta la “banda” smetto_quandocapitanata da Pietro Zinni (Edoardo Leo) che questa volta dovrà evadere dal carcere di Rebibbia per salvare l’università della Sapienza da un imminente attacco terroristico.
Dopo aver riso a crepapelle con il primo capitolo, essere stati travolti dall’azione e spirito western del secondo, Sydney Sibilia decide di sorprenderci con un nuovo cambio di direzione, facendo di questo epilogo un’occasione di riflessione rispetto alle tematiche affrontate dalla saga, mai venute meno e sempre più attuali, differenziandosi però per “i toni più epici, profondi, a volte cupi ma con una grande dolcezza di fondo”. Il regista dichiara infatti che fin dall’inizio aveva intenzione di realizzare una saga costituita da tre film che, pur mantenendo una forte base comedy tradizionale, andassero in tre direzioni differenti, creando tre esperienze cinematografiche diverse. Con Smetto Quando Voglio – Ad Honorem, si vede quindi la fine di un lungo percorso di sperimentazione creativa e produttiva che ha visto l’utilizzo di accorgimenti tecnici raramente utilizzati nel cinema nostrano sfruttando le qualità e l’eccellenza di tutte le maestranze italiane. Un progetto ambizioso e complesso che volge al termine con entusiasmo e nei migliori nei modi dimostrando che il cinema italiano debba avere il coraggio di spingersi sempre di più al di là dei propri confini e di non sentirsi piccolo in ambito internazionale, poiché una rinascita del cinema di genere in Italia è ancora possibile e, grazie ad una nuova generazione di registi, è ormai alle porte (Il racconto dei racconti, Suburra, Lo chiamavano Jeeg Robot, Veloce come il vento, Mine, Brutti e Cattivi, Monolith…).

Ricordandoci che “tutto è partito da una lavastoviglie” vecchia di tre anni, ci auguriamo che le giovani menti del futuro, registi e non, trovino modo di sapersi reinventare intelligentemente trovando il coraggio di continuare a combattere per questa nostra Italia tanto ricca quanto scialacquatrice.

Samuele P. Perrotta

Smetto Quando Voglio – Ad Honorem

Regia: Sydney Sibilia. Soggetto e Sceneggiatura: Sydney Sibilia, Francesca Manieri e Luigi di Capua. Fotografia: Vladan Radovic. Montaggio: Gianni Vezzosi. Musiche: Michele Braga. Interpreti: Edoardo Leo, Valerio Aprea, Paolo Calabresi, Libero de Rienzo, Stefano Fresi. Origine: Italia, 2017. Durata: 96′.

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