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Da Trento a Milano: in Cineteca il 74° TFF

Arriva come consuetudine a Milano, alla centralissima Cineteca Milano Arlecchino, una selezione dell’appena concluso 74° Trento Film Festival. Da giovedì a sabato saranno proposti otto titoli di richiamo della storica manifestazione trentina con la presenza in sala di alcuni autori e protagonisti.
Nella prima serata si parte alle 19 con l’introduzione di Mauro Gervasini, responsabile del programma cinematografico del Festival a Run Again di Alexis Berg con Dave Pen, cantante degli Archive, che dopo anni lontano dai palchi affronta la durissima Spine Race. Alle 21 segue Courma et Courmayeur di Elettra Gallone, ritratto a due facce della celebre località alpina tra vita quotidiana e trasformazione turistica, che ha ricevuto il Premio del pubblico come miglior lungometraggio.
Venerdì alle 16.30 è in programma Land of Canaan di Maggie Lemere sul valore simbolico degli ulivi nella cultura palestinese. Alle 18.15 segue il francese Le Sang et la Boue di Jean-Gabriel Leynaud, premiato a Trento per il miglior contributo tecnico, sul lavoro nelle miniere del Congo orientale e le guerre che coinvolgono la regione.
Sabato alle 19 Beyul di Francesco Clerici e Angelica Pastorella tra le valli himalayane alle prese con il cambiamento climatico. Clerici ha presentato a Trento pure Rotta, sua seconda coregia con l’esploratore Alex Bellini dopo Beyond dello scorso anno. Bellini ricostruisce, utilizzando le 13 ore di immagini minidv di allora, la traversata del Mediterraneo e dell’Atlantico, da Genova a Fortaleza, effettuata tra il 2005 e il 2006: 227 giorni di navigazione, tra euforia e disperazione, un’avventura che si trasforma in un viaggio interiore. L’unica aggiunta alle immagini e alla voce di Bellini è la voce dell’intelligenza artificiale che commenta i diversi fatti in maniera tra l’asettico, l’incredulo e l’assurdo. Segue il cortometraggio Mut di Giulio Squillacciotti, ritratto della vita in alpeggio e del legame tra uomo e natura.
Alle 21 è prevista la proiezione di Il rospo e il diamante di Beniamino Casagrande, presente con i coprotagonisti Luciano Casagrande, Ram Kedar Negi Gawa e Giuseppe Cederna. Il documentario, presentato nella sezione Anteprime, è un viaggio spirituale in India partendo dalle vicende personali dell’autore e di suo padre. Quest’ultimo, insegnante bolzanino, per anni ha fatto comunicare i suoi ragazzi con quelli di Tabo in Himalaya attraverso i “quaderni volanti” che trasportava nei suoi viaggi creando uno scambio culturale duraturo. In uno dei viaggi costrinse a seguirlo Beniamino, adolescente ribelle, che riparte da quelle esperienze per interrogare Ram Kedar Negi Gawa, amico buddista di suo padre, sulla morte e il senso delle cose. L’altro incontro del film è con Cederna, appassionato di Oriente e di India, con le sue poesie, le sue letture e, anch’egli, portando una parte consistente della sua vita familiare. Volutamente confuso nella parte iniziale e con un approccio naif, il film si chiarisce e diventa un interessante e non scontato percorso di differenze e similitudini tra Oriente e Occidente, nell’approccio all’esistenza e sull’accettazione di quanto accade.
Conclude la serata il cortometraggio El mazarol di Juri Ferri, ambientato nel Trentino rurale del primo Novecento tra folklore e inquietudini.

Nicola Falcinella

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