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I nostri ieri

Esce nelle sale il nuovo film di Andrea Papini, presentato in autunno alla Festa del Cinema di Roma, all’interno di Alice nella città, sezione Panorama Italia-Concorso, e distribuito da Atomo Film e Cineclub Internazionale.
I nostri ieri ruota attorno a un delitto e alla sua ricostruzione cinematrografica, il protagonista è infatti Luca (Peppino Mazzotta), un documentarista prestato temporaneamente all’insegnamento in una struttura carceraria, che prova a ricostruire con l’aiuto dei detenuti l’inspiegabile delitto del camionista Beppe (Francesco Di Leva). Luca, ripercorrendo a ritroso gli avvenimenti che hanno portato al tragico delitto, incontra la rete dei legami familiari che ruotano attorno all’accaduto: la sorella della vittima (Daphne Scoccia), l’interprete della vittima nel film carcerario (Maria Roveran) e la famiglia che ha abbandonato Beppe (compresa sua moglie, interpretata da Teresa Saponangelo). La contemporanea e inaspettata visita della figlia di Luca (Denise Tantucci), che torna a trovarlo dopo anni di lontananza, lo costringerà a interrogarsi anche su se stesso, oltre che sul rapporto tra identità e memoria.

Negli ultimi anni sono stati numerosi i film che hanno raccontato il carcere e che hanno avuto come spunto i laboratori teatrali o di cinema tenuti nei penitenziari, tra gli altri è importante citare Cesare deve morire dei fratelli Taviani, Orso d’Oro alla Berlinale 2012 e il dimenticato, ma molto bello, Tutta colpa di Giuda di Davide Ferrario. Di recente è stata al cinema anche la commedia di Riccardo Milani Grazie ragazzi, remake del francese Un triomphe di Emmanuel Courcol.
Il carcere come sappiamo è spesso raccontato dal cinema come un mondo a parte, si previlegiano spesso le storie violente o le vite dei malavitosi. Non ci si domanda mai troppo invece se il sistema carcerario sia davvero rieducativo o se invece sia il luogo di nascita di altri disagi. Intorno al carcere vi è spesso un muro di silenzio oltre che di mattoni e filo spinato. Questo film lavora proprio intorno a questi silenzi, cerca di abbattere questi muri e di riempire il vuoto che il carcere trasmette, un vuoto che è sia di vite perdute che di parole. Un vuoto che accumuna spesso chi ha commesso i reati, ma anche le vittime e i suoi famigliari.

Il film di Papini è anche interessante per il discorso che fa sullo sguardo, sulla finzione nel mettere in scena un crimine e sulla vista ostacolata dagli spazi limitati del carcere. È un film sul cinema e sul suo potere dell’immaginario, il protagonista prova a riempire con quello che c’è fuori le parti che il carcere non può raccontare, lo fa proprio con le immagini che digitalmente vanno a riempire i vuoti. Insomma è il cinema stesso che viene visto come il vero, forse unico, elemento salvifico.
I nostri ieri è forse utopistico, certamente ottimistico, non vuole essere un film realista e non vuole neanche avere un perfetto approccio psicoterapeutico: è evidente che una ricostruzione così cinica come quella che prova a mettere in scena il protagonista non è insegnata nei manuali di psicologia. Ma forse, proprio per questo, riesce a toccare delle corde inaspettate, soprattutto nel rapporto tra Luca e Lara, la sorella della vittima, il film riesce a essere coinvolgente, emozionante. Papini è bravo nel lasciare molti vuoti nel personaggio di Lara, interpretato splendidamente da Daphne Scoccia, che così emerge flebilmente e esplode a poco a poco. Il film funziona invece meno quando prende direzioni diverse, soprattutto quando il protagonista si confronta con i traumi della propria infanzia (la separazione dei genitori) e con il trascurato rapporto con la figlia, una comunque brava Denise Tantucci.

Rimangono giustamente sullo sfondo del racconto i grandi temi del femminicidio e della funzione riabilitativa del sistema penitenziario, I nostri ieri non spiattella i temi ma lascia che lo spettatore li faccia suoi progressivamente. I personaggi, nonostante i dolori profondi, non urlano mai e parlano quasi sottovoce, le loro anime sembrano sussurrare. Le stesse immagini con le quali ci vengono restituiti non sono mai ostentate, i personaggi vagano nel film alla ricerca di un loro tempo e il cinema, al contrario della vita, riesce ogni tanto a fermarlo davvero il tempo. E così fanno i personaggi del film, imparano a usarlo e ricostruiscono la memoria sulla quale appoggiare il loro futuro.

Claudio Casazza

I nostri ieri

Regia: Andrea Papini. Sceneggiatura: Andrea Papini, Manuela Tovo. Fotografia: Dario Di Mella. Montaggio: Maurizio Baglivo, Cristina Bartoletti. Interpreti: Peppino Mazzotta, Francesco Di Leva, Maria Roveran, Daphne Scoccia, Denise Tantucci, Teresa Saponangelo, Thierry Toscan, Elia Schilton. Origine: Italia, 2022. Durata: 119′.

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