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Killers Of The Flower Moon di Martin Scorsese

Un film fluviale e feroce

Killers Of The Flower Moon è senza alcun dubbio uno dei film più attesi dell’anno, è il nuovo film di Martin Scorsese, semplicemente uno dei più grandi registi di tutti i tempi con una carriera e un’influenza tra le più impressionanti di tutta la storia di Hollywood.

Il film ci porta in un territorio dove il cinema di Scorsese non era mai stato: siamo in Oklahoma, primi anni Venti, in una delle riserve degli indiani Osage, un tempo fieri cavalieri che cacciavano i bisonti nelle Grandi Pianure e ora agiati petrolieri invidiati dai loro stessi conquistatori bianchi. Sono ricchissimi poiché le riserve dell’allora Territorio Indiano, nelle quali gli Osage vennero confinati verso la fine dell’800, in poco più di mezzo secolo si sono rivelate uno dei giacimenti di petrolio più ricchi al mondo, così gli Osage, nel giro di una notte, si addormentarono poveri e si risvegliarono milionari. Si tratta del “popolo con il reddito pro-capite più alto della Terra”, sentiamo in un incipit davvero spiazzante.
Nella cittadina di Fairfax gli indiani sono serviti e riveriti dai bianchi: hanno conti in banca, autisti, macchine di lusso e case di pregio. Ernest (Leonardo Di Caprio bolso e goffo) tornato dalla guerra arriva nella cittadina in cerca di fortuna. Si mette a lavorare come autista per lo zio, il potente William Hale detto “King” (un sardonico Robert De Niro), che parla la lingua Osage, ha costruito scuole e ospedali per gli indiani e sembra essere davvero amico dei nativi. Su consiglio dello zio, Ernest sposa la robusta Molly (una splendida Lily Gladstone), figlia di nativi americani arricchitisi anche loro con il petrolio. La ricchezza però fa gola a molti e, poco alla volta, crea una lunga scia di sangue con dozzine di Osage che vengono assassinati in circostanze misteriose.

Il film è tratto liberamente dal romanzo omonimo di David Grann, un libro d’inchiesta del 2017 che racconta con precisione quella catena di omicidi: le sparizioni, i delitti, la corruzione e l’omertà diffusa. Un libro che non è passato inosservato ed è diventato presto non solo un caso letterario, ma una bruciante piaga nella coscienza di molti americani che non hanno mai fatto i conti con il proprio passato.
Dopo la Grande Guerra, infatti, gli Stati Uniti sono lanciati in una irrefrenabile crescita economica senza precedenti, dove il carburante di ogni cosa è il petrolio. Siamo negli anni del grande Sogno Americano che si avvera e il petrolio è come l’oro: una malattia che alimenta gli interessi più biechi, un cancro che corrode e devasta l’anima. Scorsese ci porta a poco a poco dentro questo terrore, in una spaventosa discesa negli inferi alla scoperta del peccato originale dell’America, ovviamente legato a doppio filo con molto suo cinema: dalla violenza mafiosa di Mean Streets e Quei Bravi ragazzi, agli eccessi finanziari di The Wolf of Wall Street.

Killers Of The Flower Moon è la pietra tombale sul mito della Frontiera, sugli Stati Uniti d’America che si definiscono patria degli uomini liberi e dei coraggiosi ma che nascono su un genocidio. È l’ennesima prova di un grandissimo autore che si dimostra, a ottant’anni, capace di reinventarsi su un terreno mai affrontato, rimanendo però fedele al suo cinema: Killers Of The Flower Moon è un film fluviale ma feroce, dal ritmo dilatato ma ricco di tensione, è un film inquietante sulle origini di una nazione, politicamente e storicamente il più importante e scomodo che Scorsese abbia mai realizzato nella sua lunghissima carriera.
Il film dura 206 minuti, ma a onor del vero la durata non è un problema, perché è un film in crescendo che probabilmente ha nella parte finale, una sequenza che ci parla della società dello spettacolo che siamo diventati, il suo momento più memorabile (non lo anticipiamo perché è un pezzo di grande cinema per fantasia e inventiva che solo un grande autore poteva regalarci). Se proprio vogliamo trovare qualche difetto, è una certa meccanicità narrativa; qualche dialogo in meno e qualche passaggio più libero avrebbero sorpreso di più lo spettatore. È però evidente che questo minutaggio e questa narrazione è una scelta consapevole di Scorsese: il suo cinema ormai da anni viaggia su durate dilatate (The Irishman più o meno stessa lunghezza, The Wolf of Wall Street arrivava a tre ore), il tempo del suo cinema è diverso da tutto quanto è in circolazione, è la sua battaglia contro certa uniformità del racconto cinematografico/televisivo contemporaneo. È una battaglia che non possiamo che accompagnare con ammirazione e gioia.
Per concludere ci piace riprendere le parole dello stesso Scorsese: “potete sedervi sul divano e guardare qualcosa come cinque ore di roba. Date rispetto al cinema, dategli un po’ di rispetto e guardate un film di tre ore e mezza in una sala”.
Killers Of The Flower Moon uscirà nei cinema italiani il 19 Ottobre grazie a 01 Distribution, inutile dire che si tratta di un film impedibile.

Claudio Casazza

Killers Of The Flower Moon

Regia: Martin Scorsese. Sceneggiatura: Eric Roth, Martin Scorsese. Fotografia: Rodrigo Prieto. Montaggio: Thelma Schoonmaker. Musiche: Robbie Robertson. Interpreti: Leonardo DiCaprio, Robert De Niro, Jesse Plemons, Tantoo Cardinal, Cara Jade Myers, Janae Collins, Jillian Dion, Jason Isbell, Louis Cancelmi. Origine: USA, 2023. Durata: 

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