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Venezia 80: da Orizzonti un film spirituale e magico

Behind The Mountains di Mohamed Ben Attia

“I più non comprendono che lo spirituale si esprime in modo più intenso in una musica da ballo che in tutti i salmi presi insieme.”
Piet Mondrian

Questa citazione di Mondrian vale anche per il cinema, e questo film, presentato in Orizzonti, è il film più spirituale e magico di questa Mostra veneziana.
Behind the mountains, una coproduzione tra Tunisia, Belgio, Francia, Italia, Arabia Saudita, Qatar, ci racconta di Rafik che, dopo aver trascorso quattro anni in prigione, vuole portare suo figlio dietro le montagne e mostrargli la sua incredibile scoperta: ha imparato a volare. Porta via il bambino da scuola e scappa verso le montagne, fa vedere il suo segreto al figlio esterrefatto, anche un pastore di pecore lì vicino assiste a questo miracoloso volo e decide di seguire Rafik dietro le montagne.

Terzo film di Mohamed Ben Attia, già premiato con l’Orso d’Argento a Berlino con Hedi, è la storia di un uomo che scappa con violenza dal suo ambiente piatto e conformista, sfuggendo alla società e ai suoi principi, codici e istituzioni. Rafik non è un intellettuale, non segue nessuna ideologia e non riesce a esprimere a parole la sua visione del mondo. Le sue azioni sembrano nascere da un impulso intenso, quasi selvaggio. Il suo rifiuto di una società  conformista è violento, anche sgradevole, è guidato da un profondo desiderio di scappare da una realtà standardizzata, da un mondo convenzionale e squallido, dove ogni ordine è imposto senza senso. In tempi in cui la paura e le convenzioni sociali governano il mondo, Rafik è una minaccia.
Ben Attia ci mostra un uomo capace di volare, un uomo che trova i suoi seguaci sulla strada, un uomo capace di ampliare i confini del possibile, in un mondo ormai schizofrenico e assurdo. Ogni volta che proviamo a cambiare le cose, viene percepito come violento.
Non tutto funziona perfettamente, ma è un film profondamente interessante perché non spiega, lascia allo spettatore varie interpretazioni. Io ci ho visto una parabola religiosa che mi ha ricordato Centochiodi di Olmi, film straordinario con Gesù Cristo interpretato da Raz Degan, la storia di un uomo che sceglie di scappare dalla propria vita, senza parole alla ricerca di Altro.

Se crediamo in qualche forma religiosa possiamo credere nell’uomo che vola. Il regista tunisino ci vuole dire che questa ricerca di valicare i confini tra il conosciuto e l’ignoto è quello di cui abbiamo bisogno oggi. Nel film ci sono altri che vogliono fuggire dal loro ambiente soffocante, inclusa una donna che inizia a credere anche lei. Ben Attia ci mostra che quando vediamo qualcosa di strano, abbiamo paura, ma ne siamo anche attratti. Vogliamo esplorarlo. Rafik condividerà parte della sua follia con suo figlio. Gli mostrerà che esiste un’altra strada e che, nonostante quello che ti dicono, non ci sono limiti.

da Venezia, Claudio Casazza

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