Da Berlino anticipazioni sul concorso

Un programma al solito molto ricco e sulla carta meno stimolante di altre volte. Si apre stasera la 69° Berlinale (www.berlinale.de), che si concluderà domenica 17. L’ultima edizione diretta da Dieter Kosslick, che l’anno prossimo lascerà dopo quasi vent’anni l’incarico a Carlo Chatrian e Mariette Rissenbeek.
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Inaugura il concorso The Kindness of Strangers della danese Lone Scherfig, già regista di Italiano per principianti e An Education. Zoe Kazan, Andrea Riseborough e Tahar Rahim sono gli interpreti di un incrocio di crisi esistenziali a New York. Oltre a film d’apertura diretto da una donna, anche la presidente della giuria è una donna, Juliette Binoche, un’attrice che non ha bisogno di presentazioni. E in totale sono sette le registe, su 17 opere in competizione. Nomi di punta della selezione sono il cinese Zhang Yimou, con Yi miao zhong – One Second, e la polacca Agnieszka Holland con Mr. Jones. Per l’Italia gareggia l’atteso La paranza dei bambini di Claudio Giovannesi (molto apprezzato per Fiore e Alì ha gli occhi azzurri), storia di ragazzini criminali a Napoli dal libro di Roberto Saviano, che sarà nelle nostre sale giovedì prossimo. Ci sono poi il turco-tedesco Fatih Akin (noto per La sposa turca, Soul Kitchen, Oltre la notte) con Der Goldene Handschuh, storia di un omicida seriale nei primi anni ’70 ad Amburgo, e il francese François Ozon con Grâce à Dieu. Tra i ritorni, da segnalare il cinese Wang Quan’an, che nel 2007 vinse l’Orso d’oro con il delicato Il matrimonio di Tuya e si ripresenta con la produzione mongola Ondog. Da tenere d’occhio il cinema di casa, soprattutto con Ich war zuhause, aber – I was at Hom, but di Angela Schanelec, sulla misteriosa scomparsa e riapparizione di un tredicenne che ribalta la vita dei genitori. Tra gli altri film di registi già noti, da menzionare: So Long, My Son del cinese Wang Xiaoshuai, Elisa y Marcela della spagnola Isabel Coixet, Répertoire des villes disparues del canadese Denis Côté, Synonymes di Nadav Lapid e Out Stealing Horses del norvegese Hans Petter Moland.

Nella selezione ufficiale, ma fuori concorso, spicca il documentario Varda par Agnès della grande Agnès Varda, che a 90 anni torna a raccontare il mondo da una prospettiva personale e riceverà la Berlinale Kamera per una carriera lunga più di sessan’anni. Non sono molti i titoli americani e tra questi, fuori gara, c’è Vice – L’uomo nell’ombra di Adam McKay, già uscito in Italia. Ancora c’è L’adieu à la nuit – Farewell to the Night del francese André Téchiné con Catherine Deneuve e il giovane Kacey Mottet Klein, già protagonista del precedente Quando hai 17 anni.
Nella sezione Panorama spiccano quattro film tricolori: due sono di finzione, Dafne di Federico Bondi con Stefania Casini e l’esordio Il corpo della sposa di Michela Occhipinti, e due documentari Selfie di Agostino Ferrente e Normal di Adele Tulli.
Nel 49° Forum degli indipendenti A Story from Africa di Billy Woodberry, On Constuction of Griffith’s Films di Harun Farocki e Earth di Nikolaus Geyrhalter. Completano il quadro l’importante retrospettiva sulle cineaste donne e l’omaggio a Charlotte Rampling.

 da Berlino, Nicola Falcinella

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