Berlino 2017

Berlino 67: I Am Not Your Negro, il documentario di Raoul Peck candidato all’Oscar

La storia dei negri d’America è la storia dell’America, e non è una bella storia.
(James Baldwin)

Il film di Raoul Peck è complesso, parte da una trentina di pagine che James Baldwin ha scritto nel 1979: riflessioni teoriche sulla questione dei neri d’America e ricordi dolorosi, compresi gli assassini di Malcolm X, Medgar Evers e Martin Luther King. Baldwin è stato un famoso James-Baldwin__05saggista e intellettuale nero e omosessuale, un importante esponente del movimento per i diritti civili che ha sempre avuto un approccio pacifista. Peck ha trasformato le sue pagine inedite in un potente documentario con molti materiali d’archivio, spezzoni di film, pubblicità, fotografie e cinegiornali: i boicottaggi e la resistenza contro la segregazione razziale, l’invisibilità dei neri americani nel cinema di Hollywood, le proteste contro le brutalità della polizia che continuano ad avvenire anche oggi, la sua omosessualità, il suo complesso rapporto con il Black Power e con la paranoia dell’FBI. In sostanza è un inquietante saggio sulla Storia degli Stati Uniti d’America.
Baldwin ha scritto la maggior parte delle opere da espatriato, e la sua prospettiva è quasi quella di un estraneo che perciò riflette senza essere immerso nella Storia. Probabilmente è il modo migliore per parlare con chiarezza, sicuramente la pensa così anche Peck che è un regista haitiano. Tutto lo spazio della narrazione è tratta direttamente da uno dei testi o lettere di Baldwin (con la voce potente e poetica di Samuel L. Jackson), le sue parole dominano e sovrastano l’archivio che è pure importante. Il racconto va e viene temporalmente senza una linea cronologica, il pubblico e il privato si mischiano ai ritratti dei tre leader uccisi, improvvisamente arriva il I-Am-Not-Your-Negro-1200x520contemporaneo e il film cambia traiettoria: immagini da Ferguson, l’inaugurazione di Obama, flash della TV si mescolano senza soluzione di continuità.
Quel che risulta è notevole anche se certe scelte stilistiche di Peck (il decolorare i filmati a colori per portarli in bianco/nero, un certo didascalismo nel giustapporre il musical hollywoodiano alle impiccagioni del Ku Klux Klan) sono abbastanza discutibili. Comunque è un film che giustamente fa emergere tutta la rabbia di Baldwin e fa capire che non si è mai veramente risolto il problema degli afroamericani. E gli avvenimenti recenti dimostrano che non lo si è fatto nemmeno con un nero alla Casa Bianca. È un film che dovrebbe far pensare, l’America tutta.
Presentato in Panorama dopo la prima al Toronto , il film uscirà anche in Italia il 22 febbraio dopo la cerimonia degli Oscar.

 Claudio Casazza

Topics
Vedi altro

Articoli correlati

Back to top button
Close