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Glocal Doc: i film premiati

Venti film in concorso tra lunghi e cortometraggi, sedici proiezioni, due eventi speciali, autori arrivati da tutta Italia, più di duemila spettatori che hanno assistito alle serate di proiezione. Sono solo numeri, è vero, ma attestano la crescita di un festival – Glocal DOC, giunto alla terza edizione – che cresce e vuole ritagliarsi un posto di rilievo nel panorama dei festival di documentario in Italia. Una settimana che ha visto coinvolte le sale varesine, animate da immagini capaci di scrutare la profondità del presente intrecciando luoghi vicini e lontani, l’attualità all’antropologia.
In una serata conclusiva al Cinema Nuovo, quella dell’8, condotta Stefania Radman di VareseNews e Barbara Sorrentini di Radio Popolare, le premiazioni sono state il pretesto per ribadire l’importanza dei film, e dei documentari in particolare, nella rappresentazione del mondo (anzi, di mondi) privilegiando l’emozione dello sguardo.
La giuria, presieduta Gilberto Squizzato, ha assegnato il Premio Glocal DOC 2025 a Sniper Alley – To My Brother
di Cristiana Lucia Grilli e Francesco Toscani, motivando così la scelta: «Per la forza con cui intreccia memoria personale e storia collettiva, restituendo allo spettatore uno sguardo vivo e necessario su ciò che la guerra lascia e ciò che la memoria può ancora salvare. Attraverso la ricerca di un fratello perduto, il film costruisce un linguaggio universale che parla di lutto, umanità e rinascita.
Il Premio alla Miglior Regia è stato assegnato a Simona Canonica autrice de Il canto del respiro, «Per la capacità di costruire un’esperienza sensoriale e poetica che attraversa culture, suoni e paesaggi, unendo la dimensione globale e quella intima del respiro umano. Un film che restituisce la complessità del mondo come un’unica sinfonia, dove la voce della natura e quella delle persone si fondono in un’unica armonia.»
Menzione speciale a Luminoso spazio selvaggio di Mauro Colombo, regista varesino che da qualche anno lavora a Panama, proiettato in apertura del festival. Questa la motivazione della giuria: «Per la potenza visiva e la profondità interiore con cui esplora la soglia fragile tra vita e morte, realtà e immaginazione. Un viaggio intimo e visionario nella giungla amazzonica che diventa esplorazione del sé e della natura come riflesso dell’anima.»
Colombo, presente in sala la sera della proiezione, aveva raccontato come il film fosse nato da un’esperienza personale di perdita e di rinascita, tema che si è intrecciato idealmente con l’intera selezione di Glocal DOC di quest’anno.

A Free Words: A Poet from Gaza di Abdullah Harun Ilhan, è andato il Premio Agostini – dedicato alla memoria del giornalista e documentarista Giancarlo Agostini, e riservato al miglior cortometraggio –, così motivato: «Per la potenza poetica con cui trasforma la parola in gesto di libertà e la memoria in atto di resistenza. Attraverso la voce di un poeta di Gaza, il film testimonia come anche nei luoghi della distruzione la poesia e il linguaggio restino un rifugio inviolabile. Un’opera che, partendo da una tragedia personale e collettiva, restituisce alla parola il suo potere di costruire e salvare l’umanità.»
Durante la cerimonia, l’autore ha ricordando le due figure a cui il film è dedicato: un poeta palestinese ucciso con la sua famiglia poche settimane dopo aver accettato di partecipare al documentario e un operatore di Gaza, morto anch’egli dopo la fine delle riprese.
Il Premio Ambiente – Alfa è stato assegnato a Romagna mia – Storie di alluvioni di Paolo Melandri, «Per aver trasformato una tragedia ambientale in un racconto corale che dà voce a chi ha perso tutto ma non la speranza. Il film, con rigore documentario e partecipazione emotiva, mette al centro la relazione tra uomo e territorio, ricordando che la ricostruzione non è solo materiale, ma anche morale e comunitaria.»
La menzione speciale del Premio Agostini è stata assegnata a FAST di Stefano Cosimini, realizzato con gli studenti della classe 3ª C LES dell’ISI Barga. Il film si concentra sui fenomeni del fast fashion e del fast food, combinando interviste, testimonianze dirette e riflessioni critiche sui modelli di consumo e di comunicazione contemporanei.

@redazione

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