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Il cacciatore di donne

il-cacciatore-di-donne-poster-italianoAnchorage, Alaska. Cindy Paulson è una prostituta diciassettenne, rapita, stuprata e torturata da un sadico assassino. Per miracolo, la giovane riesce a mettersi in salvo, ma una volta confessate le violenze alla più vicina stazione di polizia, gli agenti se ne lavano le mani e liquidano la sua storia come il delirio di una sbandata. Anni dopo, il detective Jack Halcombe segue le tracce di un pericoloso serial killer, che uccide le donne secondo il medesimo modus operandi di cui quasi era rimasta vittima la giovane Cindy. La ragazza è l’unica testimone di quegli oscuri fatti, ma non sarà facile convincerla a collaborare con le autorità.

Frozen Ground (il titolo italiano è orribile) è tratto da una storia vera, con l’unica differenza, rispetto al garbuglio indecifrabile di pellicole ispirate a fatti reali, che lo è per davvero. Narrano infatti le cronache settentrionali di un certo Robert Hansen (interpretato da un bravissimo John Cusack, quasi sosia dell’originale) che nel corso degli Ottanta sequestrò, violentò e massacrò dalle diciassette alle ventuno ragazze, abbandonandone i corpi sotto l’inospitale manto nevoso dell’Alaska. Niente prove, niente tracce, Hansen era un professionista del crimine, uno che quando si trattava di uccidere lo faceva con tutti i crismi che si addicono a un serial killer. Almeno fino a quando non venne incastrato da una testimonianza che permise al detective Glenn Flothe (Halcombe, nel film) di ottenere un mandato di perquisizione nella proprietà del folle.1370873686_The-Frozen-Ground-Image-02

La pellicola di Scott Walker riprende, seppure in chiave lievemente romanzata, le terribili vicende di Anchorage, e lo fa secondo i dettami di una sensibilità tipicamente americana, raffinata, rispettosa del buongusto, che preferisce i grandi spazi naturali del territorio agli effetti più truculenti, che pure ben si sarebbero accordati a un film del genere. Tutto merito di Nicolas Cage, di cui chi scrive è un grande ammiratore, una specie di Re Mida del cinema, in grado di rendere simpatico un film inscusabile come Trespass (2011), e qui capace, soltanto mettendoci la faccia, di trasformare un comune thriller d’atmosfera in qualcosa di vagamente introspettivo e, perché no, persino profondo. L’Alaska è buia, fredda e siderale, e Frozen Ground, che già solo dal titolo quasi ne costituisce un’epitome, rappresenta l’ambientazione perfetta per una vicenda al limite del bestiale, dove l’umanità cede il posto all’istinto primordiale della caccia e del sangue. Non poteva esserci scelta più azzeccata di John Cusack, a duettare con Cage, questo tizio occhialuto e solo all’apparenza bonario che nel tempo libero, moglie e figli presumibilmente ignari delle sue gesta, rapisce prostitute per torturarle dopo giorni di feroce prigionia. Persino Vanessa Hudgens, una venticinquenne spacciata per diciassettenne, com’è tipico della moderna cultura americana, fa la sua bella figura, anche se proprio su di lei cade la sceneggiatura tutto sommato un po’ barbina, che la vede protagonista di numerose fughe del tutto immotivate dal programma di protezione testimoni, e che si concludono puntuali tra le braccia spalancate dell’assassino. D’altronde il regista è poco più che un esordiente, qualche caduta è scusabile, ma alla fine quel che resta è un giallo patinato, godibile e in qualche modo riconducibile a un’opera di stile più che di ingegno. Glissate sulle ingenuità e godetevi il paesaggio sconfinato dell’estremo Nord.

Marco Marchetti

Il cacciatore di donne – Frozen Ground

Regia: Scott Walker. Sceneggiatura: Scott Walker. Fotografia: Patrick Murguia. Montaggio: Sarah Boyd. Musica: Lorne Balfe. Interpreti: Nicolas Cage, John Cusack, Vanessa Hudgens, 50 Cent, Radha Mitchell, Dean Norris. Origine: USA. Durata: 105′.

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