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Parte il 74° Trento Film Festival: il varesino Carlo Prevosti presenta La valle scalza

Spicca La valle scalza del varesino Carlo Prevosti e Alberto Maroni Biroldi nel programma del 74° Trento Film Festival, in calendario da venerdì 24 aprile al 3 maggio. Il documentario è inserito nella sezione nella sezione Terre alte e racconta la scelta di Gianfranco Bonaldo, che alla fine degli anni ’90, dopo un passato travagliato, si lasciò tutto alle spalle per vivere da solo nell’angolo più selvaggio d’Italia: la Val Grande.
Il Festival dedica dieci giorni alla montagna, all’ambiente, all’avventura e molto di più, tra film, libri e incontri. Il ricco programma comprende 130 film e 150 eventi, con tanti personaggi di richiamo. Si inaugura con il viaggio sonoro Queendoms unplugged di Giada Colagrande per proseguire con tanti appuntamenti tra la forte tradizione del Festival, il rinnovamento e l’attualità. Tra gli ospiti l’immancabile Mauro Corona con la figlia Marianna, Paolo Mieli, Andrea Pennacchi, Hervé Barmasse e molti altri.

Il programma cinematografico, curato da Mauro Gervasini, ha sempre il suo clou nel Concorso internazionale che assegna le Genziane. Tra i 13 lungometraggi e i sei cortometraggi da 15 nazioni, spicca Le chant des forets di Vincent Munier (uscirà in Italia dopo l’estate con il titolo Il canto della foresta), nuovo lavoro del fotografo naturalista francese che aveva realizzato con Marie Amiguet La pantera delle nevi, seguendo lo scrittore Sylvain Tesson in Himalaya. Stavolta il regista non ha scelto un ambiente esotico bensì casalingo, i Vosgi, dove è cresciuto seguendo le orme del padre Michel. Il luogo perfetto per un film familiare sulla trasmissione tra le generazioni e per riscoprire paesaggi nel cuore dell’Europa, in compagnia del genitore e del figlio Simon.
Tra i registi noti, Victor Kossakovsky con Trillon, mentre l’unico film di finzione è The North di Bart Schrijver, un on the road in Scozia.
Film d’apertura l’anteprima internazionale di Per silenzio e vento di Marco Zuin – di prossima uscita per Wanted – con lo scrittore Matteo Righetto e i suoi incontri con alpinisti, studiosi e chi la montagna la vive quotidianamente. E in chiusura Climbing for Life di Junji Sakamoto sull’incredibile storia di Junko Tabei, prima donna a conquistare l’Everest nel 1975 nonostante la diagnosi di una malattia terminale.
Spicca tra le Anteprime il bel Ultimo schiaffo di Matteo Oleotto, regista goriziano di Zoran il mio nipote scemo. Una coproduzione Italia Slovenia girata nel Tarvisiano con la neve, protagonisti i giovanissimi fratelli Petra e Jure che vivono alla giornata in una situazione precaria e sognano il colpaccio per fuggire. Il film è già uscito con buoni risultati di pubblico soprattutto nel Triveneto e merita un rilancio.

Al centro dell’attenzione la sezione Alp&ism per i documentari strettamente legati all’alpinismo, tra i più di richiamo per il pubblico. Ancora la sezione Destinazione alla scoperta della Corea del Sud, il contenitore Terre alte per i lavori più di taglio antropologico etnografico e T4future rivolto al pubblico più giovane. I Cincontri con la formula proiezione e incontro con autori e protagonisti funziona sempre, tra gli altri: Oltre i venti del sud di Gian Luca Gasca con gli alpinisti Matteo della Bordella e Tommaso Lamantia; Alone in Antarctica con l’esploratrice Kim Young-Mi in veste di regista e protagonista; The Himalayas di Lee Seok-Hoon con l’alpinista Um Hong-Gil; Zweitland – Seconda patria di Michael Kofler con Thomas Prenn e Francesco Acquaroli, presenti alla proiezione insieme alla scrittrice Francesca Melandri; Il rospo e il diamante di Beniamino Casagrande, storia di viaggi in Oriente, amicizia e ricerca spirituale con con Luciano Casagrande, Giuseppe Cederna e Ram Kedar Negi Gawa.

Nicola Falcinella

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