L’uomo sul treno

47580Michael McCauley (Liam Neeson) è un ex agente del dipartimento di polizia di New York. Lo conosciamo salendo sul treno pendolari, una mattina come tante, fra giochini di cellulari e posti a sedere occupati. McCauley percorre quella tratta tutti i giorni da circa dieci anni, aspettando la pensione. La routine però si interrompe improvvisamente: quella mattina viene licenziato dalla società per assicurazioni per cui lavora. Sembra impossibile, alla soglia dei 47583sessant’anni, rientrare a casa e dare la notizia alla sua famiglia. Ma non rimane altro da fare che rifugiarsi a casa, sperando che la giornata non peggiori ulteriormente. Da qui l’entrata in campo di Joanna (Vera Farmiga), psicologa che “casualmente” gli si siede di fronte sul treno di rientro. Non dice molto di sé, ma propone una sfida a Michael. Lo invita ad esprimere il suo talento di osservatore: scoprire l’identità di un passeggero “fuori posto”, che non dovrebbe trovarsi su quel treno, prima del capolinea. In cambio una somma di denaro non indifferente. Catturato dalla singolarità della proposta, l’ex poliziotto riattiva il suo fiuto e intercetta in carrozza la prima parte della somma di denaro promessa. Viene così definitivamente incastrato dalla sadica Joanna, piombando da una situazione di totale normalità ad una di carattere straordinario. L’indagine sul treno infatti svela una cospirazione criminale pronta a fare una carneficina. E quel licenziamento non sembra più una coincidenza…

47574L’uomo sul treno è un action thriller ad altissimo tasso di adrenalina. Jaume Collet-Serra collabora con Liam Neeson per la quarta volta, rafforzando il sodalizio artistico con l’attore – fra i precedenti casi di sinergia contiamo Unknown – Senza identità, Non-stop e Run All Night. L’utilizzo di uno spazio unico come scena, ovvero la carrozza di un treno – esplorata letteralmente in lungo e in largo – non sembra essere un impedimento per la regia. Collet si prende in generale grandi libertà, facendo sì che la componente di azione superi di gran lunga la veridicità delle conseguenze. Un ticchettio assordante contro il fallimento di una missione, svariati colpi di scena fino ad un deragliamento senza feriti gravi. L’età stessa del protagonista, che coincide nella realtà con quella di Neeson, sorprende nelle azioni eroiche sul convoglio. Michael è un personaggio sì di alta rettitudine morale, ma al quale vengono attribuiti poteri borderline – ci si crede solo fino ai titoli di coda.

Buona la caratterizzazione della coralità newyorkese, che emerge nel chiasso di effetti visivi e rumori.
Nonostante tutto, L’uomo sul treno – The Commuter risulta avvincente e di buona fruizione, consigliata la visione in sala.

Giulia Peruzzotti

L’uomo sul treno

Regia: Jaume Collet-Serra. Sceneggiatura: Byron Willinger, Philip de Blasi. Fotografia: Paul Cameron. Montaggio: Nicolas de Toth. Musiche: Roque Baños. Interpreti: Liam Neeson, Vera Farmiga, Dean-Charles Chapman, Patrick Wilson, Jonatan Banks, Sam Neill. Origine: USA/GB, 2018. Durata: 105′.

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