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Venezia 83: i primi riconoscimenti

Leoncino d'Oro e Premio Unicef

Primi riconoscimenti a Venezia 83, in attesa della proclamazione del Leone d’Oro e dei Leoni d’Argento.
Presso la sala Italian Pavilion dell’Hotel Excelsior, si è svolta la cerimonia di premiazione del Leoncino d’Oro istituito da AGISCUOLA, promosso da ANEC Associazione Nazionale Esercenti Cinema, ACEC Associazione Cattolica Esercenti Cinema, e Accademia del Cinema Italiano – Premi David di Donatello.
Il premio è stato assegnato a Nelson san, anata wa hito wo koroshimashitaka? (Mr. Nelson, Did You Kill People?) di Shinya Tsukamoto.
Il riconoscimento Cinema For UNICEF è andato invece a Naza di Yuval Abraham e Rachel Szor.

Alla sua 38ª edizione, il Leoncino è diventato uno dei premi collaterali più rilevanti e significativi della Mostra del Cinema di Venezia perché ad assegnarlo è una Giuria, coordinata da Giulia Serinelli, composta da giovani studenti e studentesse delle scuole secondarie di II grado, uno per Regione, rappresentanti delle migliaia di giovani partecipanti alle Giurie territoriali del David Giovani sparse in tutta Italia.
Il film di Shinya Tsukamoto ha vinto il premio la seguente motivazione:
“Per l’abilità di ritrarre quella spregiudicata violenza che è il fattore comune delle guerre di ogni tempo. Per la capacità di far immergere lo spettatore nello sviluppo della coscienza del protagonista, processo reso totalizzante dall’alternarsi frenetico delle immagini e dei suoni. Per la denuncia di un orrore che spazia tra la guerra e il trauma del reduce. Per la capacità di trasmettere a ogni generazione il rifiuto verso la logica imperialista della guerra di aggressione”.
La giuria ha inoltre motivato la Segnalazione Cinema For UNICEF al film Naza di Yuval Abraham e Rachel Szor:
“Per l’uso del metodo dell’intervista per smascherare la disumana brutalità che muove quanti sono dietro al genocidio del popolo palestinese. Per la singolare scelta registica di mostrare per mezzo delle immagini delle case di Tel Aviv il contrasto tra l’agio e la distruzione. Per il coraggio di continuare a puntare i riflettori sulla situazione che perdura sotto gli occhi solo apparentemente vigili della comunità internazionale”.

@redazione

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