Venezia 2025

Venezia 82: a Jarmusch il Leone d’Oro e Gran Premio a The Voice of Hind Rajab

Gloria anche per Gianfranco Rosi con Sotto le nuvole

Le ragioni del cinema e quelle dell’attualità. La giuria dell’edizione 82 della Mostra d’arte cinematografica di Venezia, presieduta da Alexander Payne, se l’è cavata bene con un verdetto salomonico, che magari non accontenta tutti, ma non può scontentare troppo. Il Leone d’oro è stato assegnato a Jim Jarmusch per Father Mother Sister Brother. Il Leone d’argento Gran premio della giuria è stato invece assegnato alla storia che ha fatto piangere il festival, The voice of Hind Rajab della tunisina Kaouther Ben Hania, che molti avrebbero voluto vincitore. La ricostruzione drammatica di ciò che accadde a Gaza il 29 gennaio 2024, quando la bambina di sei anni del titolo si ritrovò sull’auto circondata dai cadaveri dei suoi familiari uccisi dall’esercito israeliano e attese vanamente i soccorsi prima di essere colpita a sua volta dagli spari. La Biennale ha scelto di chiudere la lunga cerimonia di premiazione con il video collegamento con il cardinale Pierbattista Pizzaballa da Gerusalemme, che oltre a ribadire che “la guerra deve finire quanto prima”, si è soffermato sul linguaggio: “In questi anni si sono diffuse parole d’odio, che hanno fatto aumentare le divisioni tra le due parti, ci dobbiamo impegnare per affermare una narrativa diversa e di pace”.

I riconoscimenti sono stati divisi tra otto dei 21 titoli in gara: “ci sono piaciuti tantissimi film, ci dispiace per quelli che sono rimasti senza premi” ha dichiarato il presidente di giuria Alexander Payne. Esclusi illustri soprattutto il coreano No Other Choice di Park Chan-wook, A House of Dynamite di Kathryn Bigelow e Frankenstein di Guillermo Del Toro.
Per l’Italia due premi: a Toni Servillo la Coppa Volpi maschile, che non aveva mai vinto, per La grazia di Paolo Sorrentino e il Premio speciale della giuria al documentario poetico Sotto le nuvole di Gianfranco Rosi, ultimo nostro Leone d’oro nel 2013 con Sacro GRA, che ha dichiarato di ritirare il premio a nome dei 15 documentaristi presenti alla Mostra. Dopo i ringraziamenti di rito, l’attore partenopeo ha invece espresso “sostegno a chi si è messo in mare verso la Palestina come segno di solidarietà a una terra dove quotidianamente la dignità umana è vilipesa”.
“Non facciamo i film per vincere i premi, ma sono sorpreso e grato per il Leone” ha detto Jarmusch, per la prima volta in concorso a Venezia e così sorpreso da esordire con un colorito “Oh, Shit!”. Quello al grande regista indipendente, già Grand Prix a Cannes nel 2005 con Broken Flowers e Pardo d’oro a Locarno nel 1984 con Stranger Than Paradise, può suonare come un premio alla carriera ma riconosce un lavoro solo in apparenza minore e dalla forma non banale. “L’empatia è il primo passo per risolvere i problemi che abbiamo” ha aggiunto il cineasta statunitense a proposito del suo film “tranquillo”. Father Mother Sister Brother è una pellicola divisa in tre episodi slegati tra loro e delicata alla famiglia, fin dal nominarne tutti i componenti nel titolo. Un’opera minimalista, sincera e delicata che vede coinvolti Tom Waits, Adam Driver, Charlotte Rampling, Cate Blanchett e Vicky Krieps in intrecci di affetti e incomunicabilità con lo stile ironico di Jarmusch che invita a volersi bene al di là dei difetti e delle incomprensioni.
“Il mio non è un film sulla memoria, ma sull’urgenza, spero serva a fermare la guerra e questa situazione insostenibile” ha sostenuto Kaouther Ben Hania ritirando un Leone d’argento dedicato ai “soccorritori che rischiano la vita in Palestina”.

Il Leone d’argento per la miglior regia è stato attributo a Benny Safdie per The Smashing Machine con Dwayne Johnson nel ruolo di un lottatore degli anni ‘90: per la prima volta il regista dirige in solitaria senza il fratello Josh con il quale aveva realizzato Good Time e Diamanti grezzi.
Il Premio per la migliore sceneggiatura è andato ai francesi Valérie Donzelli e Gilles Marchand per À pied d’oeuvre diretto dalla Donzelli, un ottimo film sul lavoro e la precarietà che avrebbe meritato di più, con Coppa Volpi di miglior attrice alla cinese Xin Zhilei per il triangolo amoroso The Sun Rises On Us All di Cai Shangiun.
Il Premio Mastroianni per un interprete emergente è stato assegnato alla svizzera Luna Wedler per Silent Friend dell’ungherese Ildiko Enyedi, film dalle grandi trovate visive sugli alberi, la scienza, la fertilità e il ritorno alla vita dopo la pandemia. La giovane attrice elvetica si era già fatta notare in Blue My Mind, La fossa delle Marianne e Storia di mia moglie, sempre della Enyedi.
Altri due premi agli attori italiani nella sezione parallela Orizzonti: il sorprendente debuttante Giacomo Covi nel bel Un anno di scuola di Laura Samani e la già affermata Benedetta Porcaroli per lo stravagante e meno compiuto Il rapimento di Arabella di Carolina Cavalli.
Il Leone del futuro per il miglior esordio è stato consegnato a Nastia Korkia, regista russa esule in Germania presentata dalle Giornate degli autori, per Short Summer. Nastia ha ricordato come fossero 1291 giorni dall’aggressione all’Ucraina e ha lanciato un appello a fermare la guerra, descritta come “una radiazione che non si vede, ma distrugge le società dell’interno”.
Nella sezione Orizzonti vittoria del messicano En el camino di David Pablos e premio di miglior cortometraggio allo svedese Without Kelly di Lovisa Sirén. Infine il Premio degli spettatori per la sezione Spotlight al marocchino Calle Màlaga di Maryam Touzani.
Di seguito tutti i premiati.

LEONE D’ORO
Father Mother Sister Brother di Jim Jarmusch

LEONE D’ARGENTO – GRAN PREMIO DELLA GIURIA
The Voice of Hind Rajab di Kaouther Ben Hania

LEONE D’ARGENTO – PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA
The Smashing Machine di Benny Safdie

PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA
Sotto le nuvole di Gianfranco Rosi

PREMIO OSELLA – MIGLIOR SCENEGGIATURA
À pied d’œuvre di Valérie Donzelli

COPPA VOLPI – MIGLIOR INTERPRETAZIONE MASCHILE
Toni Servillo per La grazia di Paolo Sorrentino

COPPA VOLPI – MIGLIOR INTERPRETAZIONE FEMMINILE
Xin Zhilei per Rì guà zhōng tiān di Cai Shangjun

PREMIO MASTROIANNI – GIOVANE EMERGENTE
Luna Wedler per Silent Friend di Ildikó Enyedi

LEONE DEL FUTURO – PREMIO VENEZIA OPERA PRIMA
Short Summer di Nastia Korkia

Per la sezione competitiva Orizzonti, la giuria internazionale presieduta dalla regista francese Julia Ducournau e composta dal regista e videoartista italiano Yuri Ancarani, il critico cinematografico argentino Fernando Enrique Juan Lima, la regista australiana Shannon Murphy e l’artista e regista statunitense RaMell Ross, ha premiato il film di David Pablos En el camino. Di seguito tutti i riconoscimenti.

MIGLIOR FILM SEZIONE ORIZZONTI
En el camino di David Pablos

MIGLIOR REGIA – SEZIONE ORIZZONTI
Songs of Forgotten Trees di Anuparna Roy

PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA – SEZIONE ORIZZONTI
Harà Watan di Akio Fujimoto

MIGLIOR ATTORE – SEZIONE ORIZZONTI
Giacomo Covi per Un anno di scuola di Laura Samani

MIGLIOR ATTRICE – SEZIONE ORIZZONTI
Benedetta Porcaroli per Il rapimento di Arabella di Carolina Cavalli

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO – SEZIONE ORIZZONTI
Utan Kelly di Lovisa Sirén

da Venezia, Nicola Falcinella

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