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Venezia 83: verdetti nelle sezioni collaterali e previsioni

Due premi collaterali al Giappone in attesa della serata del Leone d’oro. L’83^ Mostra del cinema di Venezia si avvia alla chiusura dopo 11 intensi giorni di proiezioni e un livello medio buono. Il Leoncino d’oro dei giovani è andato all’impegnato Mr. Nelson, Did You Kill? di Tsukamoto Shinya, film su più livelli intorno a un reduce afroamericano del Vietnam che iniziò a fare conferenze per esorcizzare e superare i fantasmi del passato. Il Premio CinemaSarà della Cineteca di Milano è stato assegnato allo struggente Look Back di Hirokazu Kore-eda, che sorprende con un romanzo di formazione e un’amicizia tra due adolescenti accomunate dalla passione per il disegno e i manga.

Ilya Khrzhanovsky

Tra i film che hanno fatto più scalpore Naza di Yuval Abraham e Rachel Szor, due dei registi premio Oscar per No Other Land, e il colossale DAU del russo Ilya Khrzhanovsky. L’elenco dei favoriti comprende anche la commedia nera Wild Horse Nine di Martin McDonagh, troppo debitrice dei Coen, The Bunker di Florian Zeller, con la coppia Penelope Cruz e Javier Bardem impaurita dai vicini, e il coreano Possibile Love” di Lee Chang-dong tra scioperi, cambiamenti nel mondo del lavoro, scontri di classe e sentimenti. Tra i papabili pure il danese Woman Unknown di May el-Toukhy, che ha avuto comunque reazioni contrastanti.
Gli italiani sembrano più in lizza per gli altri premi che per il Leone, anche se la sorpresa (la giuria è guidata da Maggie Gyllenhall) è sempre dietro l’angolo. Difficile che il Nanni Moretti tornato a Venezia dopo 36 anni con Succederà una notte resti a mani vuote, così come il dramma familiare con venature horror L’estranea di Paolo Strippoli che ha parecchi sostenitori. Anche se forse meritano di più Il fuoco che ti porti dentro di Edoardo De Angelis, con una magnifica Vanessa Scalera madre napoletana incontenibile che va da festeggiare Natale dai figli a Milano con evidenti riferimenti a Eduardo De Filippo, e Ritorno a Buenos Aires di Marco Bechis che torna dalle parti di Garage Olimpo con una pellicola sui desaparecidos argentini e un Adriano Giannini che ha bisogno di poche parole per esprimere il trauma di chi torna ad affrontare un passato che non si cancella.

A veces me entra tristeza, otras veces rebelión

La parallela Settimana della critica, che chiude con l’evento speciale Hugo in Venice di Stefano Knuchel, ha premiato Prima della guerra, esordio di Tommaso Usberti. Un lungometraggio ambientato nella bassa padana e incentrato sul giovane Guido, cacciatore dalla mira infallibile che un reclutatore vorrebbe condurre in una guerra mai nominata. Ma il ragazzo si invaghisce della bella Sonia, d’origine kosovara e con un cugino nella criminalità, tra pregiudizi, noia della campagna e sogni di evasione.
Quanto alle Giornate degli autori, va A veces me entra tristeza, otras veces rebelión – Sometimes Sadness, Sometimes Rebellion di Maria Aparicio il Gda Director’s Award. Une femme aujourd’hui – A Woman Today del francese Robert Guediguian, il nome di maggior prestigio della selezione, l’Europa Cinemas Label e a Balcanica dell’esordiente Nicola Sorcinelli con Matilde De Angelis e Babak Karimi il premio del pubblico.

da Venezia, Nicola Falcinella

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