Tutto come previsto? Quasi. Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson vince gli Oscar che contano, quelli che consegnano un film alla storia. Che fosse di gran lunga tra i film migliori della passata stagione, lo sapevamo, che l’Academy spesso sorprende con scelte bizzarre, pure. Questa volta i pronostici sono stati rispettati. Probabilmente, ma è solo il nostro parere come redazione, tra i film internazionali Un semplice incidente (già Palma d’Oro a Cannes) e L’agente segreto, ma anche Sirāt, avevano qualcosa in più del metacinematografico nostalgicamente bergmaniano Sentimental Value, di Joachim Trier.
Annunciato anche il premio come miglior documentario a Mr Nobody Against Putin e quasi scontati gli Oscar tecnici a Frankenstein di Del Toro.
Resta a bocca asciutta Marty Supreme di Josh Safdie, che di candidature ne aveva nove. Sorprende fino a un certo punto, il film è stato sopravvalutato e l’Academy se ne è accorta. Timothée Chalamet? Non scherziamo! Che continui a mettersi in coda, molte spanne ancora sopra di lui gli altri candidati, a cominciare da Michael B. Jordan, premiato per I peccatori. Quest’ultimo film vince anche l’Oscar alla miglior sceneggiatura originale, miglior fotografia e miglior colonna sonora originale.
Da segnalare poi KPop Demon Hunters, regia di Maggie Kang e Chris Appelhans, premiato come miglior film di animazione e a cui viene assegnata anche la statuetta per la miglior canzone originale.
Nel dettaglio tutti i premi:
Miglior film a Una battaglia dopo l’altra (One Battle After Another)
Miglior regia a Paul Thomas Anderson per Una battaglia dopo l’altra
Miglior sceneggiatura originale a Ryan Coogler per I peccatori (Sinners)
Miglior sceneggiatura non originale a Paul Thomas Anderson per Una battaglia dopo l’altra
Miglior attore protagonista a Michael B. Jordan per I peccatori
Miglior attrice protagonista a Jessie Buckley per Hamnet – Nel nome del figlio
Miglior attore non protagonista a Sean Penn per Una battaglia dopo l’altra
Miglior attrice non protagonista a Amy Madigan per Weapons
Miglior film internazionale a Sentimental Value (Affeksjonsverdi)
Miglior film d’animazione a KPop Demon Hunters
Miglior fotografia a Autumn Durald Arkapaw per I peccatori
Miglior montaggio a Andy Jurgensen per Una battaglia dopo l’altra
Miglior casting a Cassandra Kulukundis per Una battaglia dopo l’altra
Miglior scenografia a Tamara Deverell e Shane Vieau per Frankenstein
Migliori costumi a Kate Hawley per Frankenstein
Migliori trucco e acconciatura a Mike Hill, Jordan Samuel e Cliona Furey per Frankenstein
Migliori effetti visivi a Joe Letteri, Richard Baneham, Eric Saindon e Daniel Barrett per Avatar – Fuoco e cenere
Miglior sonoro a Gareth John, Al Nelson, Gwendolyn Yates Whittle, Gary Rizzo e Juan Peralta per F1 – Il film
Miglior colonna sonora originale a Ludwig Göransson per I peccatori
Miglior canzone originale a Golden (testo e musica: Ejae, Mark Sonnenblick, 24, Nam Hee-dong, Lee Yu-han, Joong Gyu-kwak e Teddy Park) per KPop Demon Hunters
Miglior documentario a Mr Nobody Against Putin (regia di David Borenstein).
Miglior cortometraggio documentario a All the Empty Rooms (regia di Joshua Seftel e Conall Jones).
Miglior cortometraggio (ex aequo) a The Singers (regia di Sam A. Davis and Jack Piatt) e Two People Exchanging Saliva (regia di Alexandre Singh e Natalie Musteata).
Miglior cortometraggio d’animazione a La jeune fille qui pleurait des perles (regia di Chris Lavis e Maciek Szczerbowski).
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